Israele

Maim besasson? Possibili scenari di guerre dell’acqua

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In queste settimane in cui il caldo torrido si alterna ai nubifragi, in cui la siccità e le inondazioni sono le due facce dello stesso evento, lo stravolgimento climatico, il problema è chiaro: il pianeta diventa sempre più arido e le sue risorse sempre più inadeguate a rispondere al bisogno d’acqua di una popolazione in crescita che ha sempre più sete. E le tensioni per impossessarsi di questa risorsa fondamentale per la vita umana si vanno facendo sempre più pericolose.

Un Sabato israeliano

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la scelta su come osservare, rispettare, festeggiare il Sabato oscillava fra due modelli, quello della Halakha e quello del denaro. Ora una bozza di legge propone il “Sabato israeliano”

Israele e i diritti dei gay

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e dopo la polemica sull’intervento di rav Di Segni a proposito dei Dico, una nuova notizia lega il mondo ebraico e quello omosessuale. La nuova campagna turistica dell’agenzia israeliana Aguda

Che cosa resta della Palestina

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della metà della scorsa settimana cosa resta sul campo in ambito palestinese?
Di fatto da ieri esistono due realtà politiche palestinesi separate. Una divisione che è sancita nelle cose, che la morte di Arafat (nel novembre 2004) ha accelerato, ma non l’ha originata: ha reso evidente un conflitto che ha cause strutturali di vario tipo: identitaria, culturale e politica. Un conflitto che ha un’origine e una scena precisa che si svolge venticinque anni fa, nell’estate 1982: riguarda la dimensione di abbandono e di vuoto che i palestinesi hanno allora avvisato.

Viva Israele

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l’ultimo libro di Magdi Allam, è stata la molla che ha spinto al teatro Dal Verme, a Milano, il 7 giugno una folla enorme – 1200 persone all’interno del teatro – e altre 200 in fila nella speranza di poter entrare ad ascoltare il dibattito. Eppure si parlava solo di tolleranza, pace, libertà religiosa, rispetto reciproco, “civiltà della vita”.