L’arte nei capelli

Un celebrato e rivoluzionario hairstylist, uno scultore della testa, ma anche un veterano della guerra del 1948 e il fondatore del Vidal Sassoon Center for the Study of Antisemitism all’Università di Gerusalemme. Vidal Sassoon è morto ieri all’età di 84 anni nella sua casa di Los Angeles, dopo una lunga battaglia contro la leucemia.
Sassoon e i suoi tagli di capelli, hanno segnato un’epoca, anzi, hanno rappresentato una vera cesura nella storia del costume occidentale. Esiste un prima e un dopo Vidal Sassoon – e oggi, inutile dirlo, viviamo ancora nell’epoca Sassoon.
I suoi tagli corti e scolpiti sono ormai iconici, “sono” gli anni ’60 al pari delle minigonne, di Mary Quant, dei Beatles e della swinging London .
Nato a Londra da una famiglia poverissima, nel 1948, a 20 anni Sassoon decide di andare in Israele a combattere nell’Haganà e partecipare alla guerra di indipendenza di Israele. “Quello è stato l’anno più bello della mia vita” raccontò più tardi Sassoon. “C’erano soltanto 600.000 uomini che combattevano contro cinque eserciti, e ognuno doveva fare qualcosa”.

Quando negli anni ’50 tornò in Gran Bretagna, si dedicò completamente a quello che sin adolescente era stato il suo sogno:  fare il parrucchiere.

Negli anni ’60 i tagli corti e creativi che Sassoon proponeva si adattavano bene al momento storico: in piena emancipazione femminile, capelli corti e sbarazzini, veloci e facili da lavare e asciugare, senza bigodini e cotonature ancien regime, era un atto provocatorio, rivoluzionario e assertivo.

Dal punto di vista di Sassoon era anche qualcosa d’altro: “Scolpire una testa di capelli con le forbici, è una forma d’arte, è una ricerca artistica” diceva. E oggi, queste opere d’arte rivoluzionarie che Sassoon ha creato ormai 50 anni fa, le donne hanno il privilegio di possederle.

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