Un blog da “cento lettori”?

Mondo

di Leone Finzi

Un’insegnante di storia e filosofia del Liceo Linguistico  Manzoni di Milano tiene un blog dal titolo “Cloro al Clero”. L’ispirazione pare sia anarchica; ma non è difficile incappare in discorsi di sapore antisionista, talvolta antisemita, talaltra ancora negazionista. Sul “carattere” di questo blog, Marco Pasqua ha scritto un articolo dal titolo “La prof. negazionista del Manzoni“, pubblicato sulle pagine milanesi di Repubblica.it. Pasqua riporta stralci di frasi tratti dal blog. Qualche esempio: Sulla tragedia dell’Olocausto Cloro non ha grossi dubbi: «È il mito fondativo del sionismo», che determina «un condizionamento di massa», e che fa sì che persone come Shimon Peres riescano «a essere spacciate dai media internazionali come premi Nobel per la pace». Verso Israele ci sarebbe un «timore reverenziale», che trarrebbe origine proprio da quello che lei chiama «mito dell’Olocausto»: «Ha un significato sacrale, e chi lo nega va al gabbio. E dietro tutto questo c’è la grigia e cristiana patina del vittimismo epocale». La politica israeliana la riassume così: «È la politica dei poveri ebrei che si devono difendere sennò saranno nuovamente olocaustizzati come sotto i nazi». Per lei, la Shoah rappresenterebbe «“l’unico caso, nello studio e nella ricerca storica, dove la verità è tale perché stabilita e adottata da governi e non susseguente ad una disamina scientifica dell’assunto. La sola messa in discussione della teoria alla base della Shoah, è un delitto di leso dogma».

Naturalmente Cloro – che ha anche un nome e un cognome ma che a noi qui non interessa riportare – risponde subito all’articolo dalla sua pagina su facebook: “Marco Pasqua: un cretino qualsiasi”. Scrive che Pasqua s’inventa periodi che non ho mai scritto. In quanto al mio negazionismo, è un’accusa così campata per aria che non credo neppure di doverla prendere in considerazione: ho 30 anni di carriera nella scuola come insegnante di storia e fior di testimoni  mi aiuteranno a far ricacciare in gola al Pasqua i suoi insulti a suon di migliaia di euri.

A (parziale?) difesa di Cloro interviene anche Dimitri Buffa – commentatore di Informazionecorretta.it che si descrive come uno che difficilmente potrebbe essere piu’ a favore della causa di Israele, del sionismo e contro il negazionismo sulla shoa. In che modo la difende? Facendo notare, per esempio, che le critiche di Cloro contro Israele derivano da una visione dei palestinesi simile a quella che si potrebbe avere degli indiani d’America.  E va bene: ciascuno è libero di vedere, pensare e scrivere quel che vuole. Ma Buffa poi continua osservando che, alla fine, Pasqua è andato a sollevare un polverone attorno ad un blog che viene letto si e no da cento persone.  E a questo punto la difesa comincia un pò a scricchiolare, a nostro avviso. Il problema infatti non è tanto quante persone leggano il blog, ma chi lo legga. Siamo davvero sicuri che quei cento lettori la pensino esattamente come la (innocua) Cloro che Buffa ci descrive? A giudicare da alcuni commenti non sembrerebbe… qualcuno – che probabilmente ha scoperto il blog grazie all’articolo di Marco Pasqua – condanna apertamente Cloro; ma qualcun altro – probabilmente qualcuno dei cento amici lettori – pensa che dietro l’articolo di Pasqua ci sia il complotto ebraico…

Alla fine però il fatto è un altro e cioè che Cloro è un’insegnante di Storia e Filosofia. Ed è questo il nocciolo della questione. Viene da chiedersi infatti che cosa insegni ai ragazzi del Manzoni; quale sia l’impostazione delle sue lezioni; quali siano i suoi autori di riferimento – oltre al Faurisson;  quali categorie storiografiche adotti per spiegare Auschwitz ai ragazzi. Ci sorge la curiosità di sapere quali termini utilizzi Cloro per definire il sionismo e lo Stato di Israele – posto sempre che parli di Israele e non di Palestina (occupata).
Ecco, immaginando, più o meno, le risposte a queste domande, e pensando allo stesso tempo che Cloro ha alle spalle 30 anni di insegnamento, ci sovviene un’ultima domanda: per quante volte dobbiamo moltiplicare il numero dei simpatizzanti di  “Cloro al clero”? Se poi scoprissimo che fra i cento lettori del blog  c’è un altro insegnante, o magari due, tre, con 5, 10, 20 anni di insegnamento alle spalle, quale sarebbe il totale della moltiplicazione?

Su caso della professoressa “Cloro” è stata emessa una nota congiunta da parte del presidente UCEI Renzo Gattegna e del presidente della Comunità ebraica di Milano Roberto Jarach

Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e il presidente della Comunità ebraica di Milano Roberto Jarach hanno emesso una nota congiunta per rivolgere una pressante richiesta al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini “affinché adotti i provvedimenti necessari a far cessare la scandalosa attività svolta da un’insegnante del liceo linguistico Manzoni di Milano la quale ha diffuso anche sul web falsità storiche che offendono la Memoria dei milioni di vittime innocenti della barbarie e della ferocia nazista e fascista, e svolge inoltre indebitamente un’azione mirata a distillare pregiudizio, razzismo e odio”.

“Ciò appare tanto più grave – prosegue la nota congiunta – proprio in ragione del ruolo di insegnante e quindi di punto di riferimento per ragazzi non ancora in grado di difendersi sul piano culturale. Gli ebrei italiani – aggiungono Gattegna e Jarach – nel rispetto della libertà di espressione sentono la responsabilità di vigilare sulla diffusione di pregiudizi e di idee razziste e xenofobe e chiedono con forza che le istituzioni tutte adottino le misure idonee affinché ai nostri giovani siano trasmessi i principi fondanti di libertà, democrazia e uguaglianza fondanti dell’Italia repubblicana”.

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