Svastiche al carnevale di San Paolo in Brasile

di Paolo Castellano
Colore, balli e musica a tutto volume. Sono gli elementi caratteristici del carnevale brasiliano che però in questi giorni è finito sotto i riflettori per i simboli nazisti apparsi durante la parata del 23 febbraio nella città di San Paolo. La denuncia è arrivata da un rappresentante della comunità ebraica brasiliana che ha segnalato alla polizia l’esibizione carnevalesca. Dopo gli episodi avvenuti a eventi di Carnevale in Belgio e in Spagna, ora è la volta del Brasile.

100 ballerini della scuola di samba Vai-Vai hanno infatti indossato dei costumi con una svastica rossa applicata sulla schiena. Da lontano la croce uncinata non era molto visibile a causa di una striscia nera che l’attraversava obliquamente. La controversa rappresentazione si è verificata all’interno di una delle manifestazioni di carnevale più famose al mondo. Seguendo il calendario lunare, quest’anno il carnevale brasiliano si tiene dal 21 al 26 febbraio.

«La mia è stata una critica. Una disapprovazione e condanna del nazismo in generale. Non c’è stato nessun riferimento agli ebrei della comunità e nemmeno un elogio all’ideologia nazista», ha dichiarato Luiz Kignel, presidente della Federazione ebraica di San Paolo durante una conferenza stampa nella sede dell’associazione. La condanna pubblica è arrivata a poche ore dalla sfilata del 23 febbraio.

Kignel ha poi diffuso un messaggio vocale nei gruppi ebraici brasiliani. Nel vocale viene spiegato che la scuola di danza Vai-Vai avrebbe messo in scena una previsione di Nostradamus in cui si profetizzava l’avvento del nazismo. «Per noi ebrei è sempre scioccante osservare una svastica, anche se per i non ebrei può rimanere un evento storico», ha sottolineato Kignel.

I costumi di Vai-Vai sono stati aspramente criticati dalle associazioni ebraiche brasiliane. Tuttavia, come ricorda Marcus Gilban di JTA, non è la prima volta che si verificano tali incidenti. Alcuni carri allegorici hanno infatti utilizzato la stella di David e la menorah durante le sfilate. In passato, le associazioni ebraiche sono riuscite a far rimuovere i riferimenti al nazismo, alla Shoah e all’antisemitismo.