Rolling Stones in Israele a giugno. E Bds chiama al boicottaggio

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Dopo mesi di contrattazione, è ufficiale: i Rolling Stones si esibiranno in Israele il 4 di giugno a Tel Aviv. Le lunghe contrattazioni dell’agente Shuki Weiss – insieme al milionario compenso di 6,7 milioni di dollari, uno fra i più alti mai elargiti a una band dal vivo – sono riuscite nel tentativo di riportare la mitica band in Israele dopo 35 anni di assenza dal Paese.

Ma è già polemica: il movimento BDS e altre realtà hanno cominciato a chiamare al boicottaggio di Israele e a invitare la band a rinunciare al concerto, ricordando le passate posizioni anti-apartheid sudafricano di Jagger e compagni. La pagina su Facebook ‘Rolling Stones boycott Israel’ conta già 560 like ottenuti in pochi giorni, e sul web circolano non pochi appelli.

Obiettivo del Movimento Bds è riuscire a esercitare una pressione tale da indurre il gruppo a rinunciare al concerto, come era già successo con Elvis Costello e i massive Attack.

In Israele, però, la gioia di riavere la band britannica è grande. Si prevede quindi la corsa ai biglietti, in vendita dal 30 marzo: 695 shekel ($200) per i posti più economici, 1,790 shekel ($515) per le poltronissime e ben 2,850 shekel ($820) per le poltrone VIP.

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