un documentarista israeliano ed ebrei nigeriani

Nigeria, arrestati filmmaker israeliani durante le riprese di un documentario

Mondo

di Paolo Castellano

Dovevano girare un documentario in Nigeria sulla comunità ebraica locale e invece sono stati arrestati per essere entrati in contatto con un gruppo separatista. Questo è il caso diplomatico che nei prossimi giorni Israele dovrà sbrogliare per liberare tre documentaristi che stavano facendo delle riprese nella regione sudorientale dello Stato africano. Nel frattempo i registi israeliani si trovano agli arresti dal 9 luglio.

Rudy Rochman, Andrew (Noam) Leibman e Edouard Benaym avevano infatti progettato di girare un documentario (We Were Never Lost) sulle comunità ebraiche nei paesi dell’Africa, tra cui Kenya, Madagascar, Uganda e Nigeria. La troupe israeliana aveva scelto la Nigeria come prima tappa perché ritenuta stabile politicamente ed economicamente, permettendo così ai registi di non aver restrizioni durante la realizzazione del documentario.

Invece, i Servizi di Dipartimento di Stato nigeriano hanno arrestato i filmmaker israeliani – dopo 3 giorni dal loro arrivo – con l’accusa di essere entrati in contatto con un gruppo separatista. Grazie al lavoro delle ambasciate di Israele, Stati Uniti e Francia, la Nigeria ha ammorbidito le dure condizioni detentive segnalate dagli israeliani.

Le famiglie dei tre registi arrestati hanno sottolineato che non c’è nessun intento politico dietro le riprese del lungometraggio: «Il documentario ha lo scopo di esporre la vita e i costumi delle comunità ebraiche di tutto il mondo ed è progettato per educare gli spettatori alle esperienze religiose e culturale delle comunità ebraiche meno conosciute».

Secondo quanto riportato da Israel National News, la tensione diplomatica sarebbe nata dalla “buona azione” dei documentaristi di donare una Torah alla comunità ebraica Igbo.

«Sfortunatamente, i membri di gruppi politici hanno manipolato per i propri scopi le immagini dei registi israeliani che donano una Torah alla comunità», hanno sostenuto i parenti dei filmmaker.

Tra gli israeliani in stato di fermo c’è anche Rudy Rochman, noto influencer pro-Israele dei social media che possiede un popolare canale YouTube e 95mila followers su Instagram.

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