“Anche Hitler aveva origini ebraiche”. Bufera sulle parole del ministro russo Sergej Lavrov

di Paolo Castellano

«Anche Hitler aveva origini ebraiche, i maggiori antisemiti sono proprio gli ebrei». Queste le considerazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov sulla discendenza ebraica del presidente dell’Ucraina Volodmyr Zelensky. Durante la trasmissione Zona bianca andata in onda su Rete4 il primo maggio, Lavrov ha poi insistito sul fatto che Mosca debba “denazificare” il territorio ucraino.

A pochi giorni dalla celebrazione di Yom HaShoah, le parole di Mosca hanno indignato il governo israeliano. In particolare, il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Yair Lapid, ha fortemente criticato il suo omologo russo sui social media: «Le osservazioni del ministro degli Esteri Lavrov sono sia un’affermazione imperdonabile e oltraggiosa, sia un terribile errore storico. Gli ebrei non si sono uccisi tra di loro durante l’Olocausto. Il livello più basso di razzismo contro gli ebrei consiste nell’accusare gli stessi ebrei di antisemitismo».

Per questa ragione, in segno di protesta, Gerusalemme ha deciso di convocare l’ambasciatore russo in Israele Anatoly Viktorov.

Il 2 maggio sono pure arrivati i commenti del premier Naftali Bennett: «Lo scopo di queste bugie è incolpare gli ebrei stessi per i crimini più terribili della storia che sono stati commessi contro di loro, liberando così dalla responsabilità gli oppressori di Israele», lo riporta LaPresse.

«Come ho già affermato, nessuna guerra attuale è simile all’Olocausto… l’uso dell’Olocausto del popolo ebraico come strumento politico deve cessare immediatamente», ha ribadito il primo ministro israeliano.

Tra le altre cose, il presunto ebraismo di Hitler fu una bufala messa in circolazione dai nazisti, in particolare dal governatore della Polonia occupata Hans Frank. Per di più, non è la prima volta che dalla Russia provengano complottismi antisemiti, basti ricordare il falso storico dei Protocollo dei savi Anziani di Sion confezionati dalla polizia segreta zarista durante gli anni dell’Impero russo.

Come riporta Times of Israel, il vice ministro degli Esteri Idan Roll ha affermato che le frasi di Lavrov “segnano un nuovo minimo per l’antisemitismo”, sottolineando che i discorsi del ministro russo fanno parte di “un’inquietante tendenza a denigrare la Shoah” quando si affronta il tema della guerra in Ucraina.

Gli ha fatto eco il ministro israeliano della pubblica sicurezza Yair Golan: «Un’espressione scioccante e antisemita che è completamente falsa. Riflette ciò che è veramente il governo russo: un governo violento che non esita a spazzare via i suoi rivali in patria, invadere un paese straniero e accusarlo falsamente di rinnovare il nazismo».

Per di più, anche il memoriale della Shoah Yad Vashem ha bollato come “false, deliranti, pericolose e degne di ogni condanna” le frasi di Lavrov. Già in passato, lo Yad Vashem aveva criticato l’affermazione russa secondo cui l’Ucraina doveva essere “denazificata”, evidenziando che tale giudizio “non è basato sui fatti ma distorce e banalizza la Shoah”.

Parole di condanna anche dall’Italia. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato che le frasi di Lavrov sono “aberranti”. «La parte su Hitler, poi, è veramente oscena».

Dello stesso tono le dichiarazioni della presidente UCEI Noemi Di Segni: «Così Lavrov trasforma le vittime in carnefici».

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