In Francia tra commemorazioni e atti antisemiti

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“Noi non siamo guariti e non potremo mai guarire dall’Olocausto”, ha dichiarato domenica 22 luglio François Fillon, il primo ministro francese, in occasione della commemorazione del 65esimo anniversario della retata del 16 luglio 1942 passata alla storia come Vel d’Hiv.

Alle quattro del mattino, 12884 ebrei erano stati fermati a Parigi e nella regione parigina da gendarmi e poliziotti francesi i cui superiori rispondevano agli ordini dei tedeschi. La maggioranza di loro fu portata al Vélodrome d’Hiver, situato nel XV arrondissement della capitale francese. Gli altri furono inviati al campo di smistamento di Drancy. Per cinque giorni, i detenuti tentarono di sopravvive senza cibo e con pochissima acqua prima di essere deportati verso i campi della morte.

Nelle retate effettuate tra il 16 e il 21 luglio sono stati arrestati più di un quarto dei 42mila ebrei francesi inviati ad Auschwitz di cui sono tornate soltanto 811 persone. Il primo ministro Fillon ha parlato durante una cerimonia svoltasi allo Square des Martyrs Juifs (Piazza dei Martiri ebrei) che si trova nelle vicinanze del Quai de Grenelle dove s’erigeva il Vel d’Hiv. “Quando la voce di chi ha vissuto questa tragedia non ci sarà più, avrete voi, giovani francesi, l’obbligo di riprendere e far vivere le
loro parole, la loro memoria”, ha detto Fillon in presenza dell’ex-ministro Simone Veil sopravvissuta a Auschwitz. Il primo ministro ha reso omaggio al coraggio dell’ex-presidente Jacques Chirac, il primo a riconoscere il 16 luglio 1995 la responsabilità dello Stato francese nelle retate. Allora Chirac aveva sostenuto che “quelle ore nere macchiano per sempre la nostra Storia”. Alla cerimonia ha partecipato anche Richard Prasquier, presidente del Crif, il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di
Francia.“L’antisemitismo nel mondo non diminuisce e per la prima volta da quando si svolge questa cerimonia, uno stato pretende ufficialmente far scomparire un altro dalla terra », ha dichiarato Prasquier facendo riferimento alle minacce del presidente iraniano di distruggere Israele. Il presidente del Crif ha reso omaggio al lavoro «esemplare» di memoria realizzato dalla Francia. “Questo lavoro non è una vittoria per gli ebrei, è una vittoria per la Francia”, ha concluso Richard Prasquier.

Tra il 16 e il 22 luglio si sono svolte numerose cerimonie in tutta la Francia per commemorare la “Giornata
nazionale alla memoria delle vittime di crimini razzisti e antisemiti”. Secondo l’agenzia di notizie in lingua francese “Guysen”, proprio il 21 luglio un giovane ebreo di 23 anni, Yossef Z., è stato aggredito nei presi del XIX arrondissemet di Parigi da un uomo che l’ha colpito alla testa mentre urlava insulti antisemiti. Yossef Z. ebreo praticante che porta la kippà (è così che è stato riconosciuto dall’aggressore) è stato ricoverato in ospedale dove gli è stata diagnosticata una frattura al cranio. Il BNVCA (Ufficio nazionale di vigilanza contro l’antisemitismo) ha denunciato quest’ennesima aggressione di stampo antisemita in Francia.

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