Memoriale alle vittime ebree trucidate nel 1941 a Baij Jar

Il Memoriale della Shoah di Babyn Yar è rimasto illeso? Un aggiornamento

Mondo

di Michael Soncin
La notizia che l’attacco russo del 1° marzo alla città di Kiev avrebbe colpito il sito di Babyn Yar ha fatto il giro del mondo in un istante, suscitando accese discussioni. Da quanto si è appreso l’intento sarebbe stato quello di colpire la torre televisiva, che si trova proprio nei pressi del Memoriale della Shoah. Cinque le persone rimaste uccise in seguito all’attacco. 

Nelle ultime ore però alcuni aggiornamenti vengono pubblicati su alcuni siti. Dalla BBC si legge che viste le condizioni, il personale incaricato per valutare i danni non avrebbe avuto modo nell’immediato, di poter accedere all’area. In seguito, è stato riportato che i monumenti più iconici del parco sarebbero rimasti illesi: la grande Menorah, la sinagoga di nuova costruzione, ed il monumento per ricordare i cittadini sovietici ed i prigionieri morti durante la guerra. 

Anche il giornalista di Ynet Ron Ben Yishai che ha visitato il luogo di persona nella giornata di mercoledì 2 marzo, ha affermato che il memoriale sarebbe rimasto intatto.Nessuna bomba, missile o proiettile di artiglieria ha colpito il sito stesso. Sembra che la notizia dell’attacco di Babyn Yar fosse parte della campagna di disinformazione ucraina, atta a destabilizzare il nemico”, scrive Ynet

Ancora non è pienamente chiaro cosa sia successo di preciso. L’intento era ‘solo’ di colpire i mezzi televisivi? O stanno forse pensando di distruggerne anche i monumenti? Se colpire Babyn Yar fosse o meno una mossa voluta, non sarebbe invece il caso di prendere in considerazione che ciò che offende la memoria è anche solo la possibilità che un piccolo ‘frammento di guerra’, di missile, di proiettile, si sia potuto riservare sul terreno di un luogo impregnato delle peggiori nefandezze della storia dell’umanità? Proprio lì, 150.000 vittime vennero massacrate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Perciò il significato di illeso, se visto da questo punto di vista può essere soggetto ad interpretazioni di principio, assumendo conseguentemente una connotazione ben diversa, dalle valutazioni esclusivamente tecnicistiche. 

Una cosa è certa: l’uso strumentale dell’Olocausto – come hanno evidenziato i media – portato avanti da Putin, il quale ha giustificato l’invasione in Ucraina, con l’obiettivo di volerla “denazificare”, il tutto in un paese guidato da un presidente ebreo. Un paese che ha una forte presenza e tradizione ebraica, oggi come in passato, fatta di una ricca cultura, ma anche di amare ferite, di coloro che hanno vissuto negli anni addietro le atrocità dei pogrom e del nazismo.

Altra certezza? I numerosi civili rimasti uccisi in questa guerra. 

Seguiranno eventuali aggiornamenti per fare maggiore chiarezza sull’accaduto.

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