Il primo ministro svedese Stefan Löfven

Forum in Svezia su antisemitismo. Il primo ministro: “Servono misure concrete”

Mondo

di Michael Soncin
Il primo ministro svedese Stefan Löfven ha esortato gli altri capi di stato ad adottare delle soluzioni concrete per combattere l’antisemitismo. Tale affermazione è stata pronunciata nel corso di una conferenza a Malmö, che per l’appunto s’intitola: Malmö International Forum on Holocaust Remembrance and Combating Anti-Semitism. Come si evince dal titolo il focus del dibattito avvenuto il 13 ottobre, si è concentrato sulla memoria sfuggente della Shoah e sul come i social media stiano contribuendo all’aumento dell’antisemitismo. Infatti, è proprio alla diffusione dei social media, che il ministro israeliano per gli affari della diaspora ha attribuito l’aumento dell’antisemitismo.

Tra i partecipanti, tutti invitati dal primo ministro Stefan Löfven, c’erano capi di stato, membri delle più importanti organizzazioni internazionali e i rappresentati dei social media più influenti; ma come hanno riportato i media in Svezia, molti degli invitati, capo di stato inclusi, hanno declinato l’invito.

 Nel dettaglio il programma si è concentrato su quattro temi: la memoria dell’Olocausto, l’educazione sull’’Olocausto, l’antisemitismo nei social media, e su come combattere l’antisemitismo e le varie forme di razzismo. La notizia è stata riportata dal Governament Offices of Sweden, il sito ufficiale del governo svedese.

Löfven sta seriamente lavorando al fine di preservare e rafforzare la memoria dell’Olocausto, pensando ad una serie di misure che partono anche dallo studio, attraverso l’istruzione e la ricerca. Da come si è espresso di evince che la sua mossa non è mera formalità ma una vera presa di posizione: “Ho incoraggiato le varie delegazioni a presentare delle misure concrete per promuovere la memoria dell’Olocausto e combattere l’antisemitismo, l’antiziganismo e le differenti forme di razzismo”.

L’importante evento avrebbe dovuto svolgersi nel 2020, in occasione della commemorazione dell’anniversario dei 75 anni dalla fine della II Guerra Mondiale e dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, ma è stato poi rimandato a causa del Covid-19.

Antisemitismo  degli europei sui social media

Recentemente la EJA – European Jewish Association ha condotto un’indagine esaminando le opinioni antisemite dei cittadini europei che circolano sui social media, analizzando i loro sentimenti discriminatori che includono come tematica sia l’Olocausto sia le loro opinioni sullo Stato d’Israele. Il test è stato condotto su 16000 cittadini europei in circa 16 stati: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito; nazioni che hanno all’interno una presenza maggiore di cittadini ebrei.

Ed è emerso che c’è ancora molto lavoro da fare per combattere l’antisemitismo, motivo per il quale Rav Menachem Margolin, presidente dell’EJA, ha parlato ad Euronews dell’importanza di lanciare ai leader europei un appello molto forte, al fine di arrivare ad una soluzione migliore su questa preoccupante situazione. “Mancano i leader in grado di comprendere che l’antisemitismo non è fatto che dovrebbe essere usata per un interesse politico. L’antisemitismo è una malattia, una pandemia che cresce ogni anno”, ha detto Margolin.

Un passo importante per la Svezia, nazione che ha a che vedere con un importante problema in materia di antisemitismo che proviene da diversi tipi di fazioni, dall’estrema destra, dall’estrema sinistra, ma anche da una componente del mondo islamico, quello radicalizzato.

Clicca qui per guardare il programma completo con tutti i video della conferenza.

 

(Foto: The Government Offices of Sweden)

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