Manifesto antisemita in Australia

Australia: antisemitismo in aumento

Mondo

di Nathan Greppi

Secondo un rapporto pubblicato domenica 26 novembre dal Consiglio Esecutivo degli Ebrei Australiani, nell’ultimo anno gli episodi di antisemitismo sono aumentati del 10% rispetto all’anno precedente.

Secondo il Jerusalem Post, la causa di ciò è l’Antipodean Resistance, un gruppo neonazista locale nato nell’Ottobre 2016, all’inizio attivo solo a Melbourne ma diffusosi in breve tempo in tutta l’isola, che su internet incita apertamente all’uccisione di ebrei e omosessuali. Nell’ultimo anno sono stati loro i principali perpetratori di crimini antisemiti in Australia.

Il rapporto ha incluso tre episodi specifici di violenze fisiche, tra cui uno di uno studente ebreo che, una volta salito su un autobus, è stato picchiato dopo che gli aggressori gli hanno chiesto “dov’è il tuo pigiama a strisce?” A questi vanno aggiunti numerosi attacchi verbali diretti a singoli individui.

Alcuni antisemiti australiani preferiscono scrivere su internet i loro insulti, magari inviando email minacciose. Uno di questi, secondo il rapporto, avrebbe scritto a una testata ebraica che “gli ebrei sono il demonio che sta dietro la corruzione dell’umanità”, mentre un altro ha definito gli ebrei “crotali”. Una parte minoritaria ha invece attaccato Israele e gli israeliani.

Manifesti che ritraggono immagini antisemite sono stati affissi per tutto il paese, soprattutto nei campus universitari. Essi includono caricature stereotipate degli ebrei con il naso lungo, negazioni della Shoah e frasi come “legalizzare l’esecuzione di ebrei”.

Il rapporto, che il Consiglio produce ogni anno dal 1990, include anche sezioni sull’antisemitismo nei media, nella politica e nei social. Quest’anno, ha anche fatto notare che non tutti gli episodi di antisemitismo vengono denunciati, e che quindi il dato reale potrebbe essere più alto.

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