Rabbino capo di Kiev: “Questa guerra terribile si deve fermare”

di Anna Lesnevskaya
Mentre il 1° marzo l’invasione russa dell’Ucraina entra nel suo sesto giorno e giungono notizie di razzi contro edifici non militari nella seconda città ucraina più grande, Kharkiv, la catastrofe umanitaria nel Paese si appesantisce. Le autorità ucraine danno notizia di decine di civili uccisi e feriti, mentre si conta circa mezzo milione di profughi ucraini dall’inizio della guerra. Il rabbino capo dell’Ucraina e di Kiev Moshe Azman parla a Mosaico il 28 febbraio e nella sua voce risuona tutto il senso d’urgenza per salvare più vite umane possibile, mentre si teme un assedio della capitale, obiettivo numero uno dell’esercito russo che sta avanzando.

Rav Azman si trova nel villaggio ebraico di Anatevka nei pressi di Kiev, creato per ospitare i profughi dalle comunità ebraiche dell’Est del Paese fuggiti dalla guerra scoppiata nel 2014 tra l’esercito ucraino e i separatiti filorussi del Donbass appoggiati dal Cremlino. Nel villaggio, che prima dell’invasione russa contava 150 residenti e quotidianamente ospitava 400 allievi da Kyiv nella sua scuola ebraica, stanno affluendo continuamente persone dalla capitale e dalla regione. “Attualmente siamo in 400, ma nella notte attendo altre 300 persone”, racconta rav Azman.

Ad Anatevka è stato attrezzato in fretta un rifugio nel sottosuolo di una casa dove sono stati portati dei materassi per dormire (nella foto), ma lo spazio è sufficiente soltanto per ospitare donne e bambini. Il rabbino capo di Kyiv sta lavorando 24 ore su 24 per evacuare le persone nella vicina Moldavia. “Nella notte sono riuscito a far trasportare 200 persone alla frontiera con Chisinau, ma la strada è molto difficile e pericolosa” – spiega rav Azman e aggiunge – “Qua c’è la guerra vera e propria, quella che prima avevamo visto solo nei film”. 

Oltre il confine moldavo c’è il figlio del rabbino di Kyiv, Yossi Azman, ad assistere i profughi ebraici, di cui almeno 50 sono in procinto di partire per Israele. E intanto rav Moshe Azman esprime il suo unico desiderio per la risoluzione di questo conflitto: “Vorrei che le persone smettessero di morire e che si fermi questa guerra terribile”.

Questo è il link per le donazioni: https://charidy.com/cmp/Kyiv

Inoltre Iosif Zisels, capo dell’Associazione delle comunità e organizzazioni ebraiche dell’Ucraina (Vaad),  sta organizzando gli aiuti per i membri dell’associazione.

Ecco gli estremi di Vaad

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