“Sorgente di vita”: festeggiati a Roma i 50 anni della trasmissione

Italia

di Nathan Greppi
Molto sentito e toccante, sia per gli addetti ai lavori che per il pubblico in generale, è stato l’evento per celebrare i 50 anni di Sorgente di vita, storico programma Rai che dal 4 gennaio 1973 porta attraverso il piccolo schermo nelle case degli italiani la storia, la cultura e le tradizioni ebraiche. L’evento si è tenuto lunedì 9 gennaio, presso il Teatro Ghione di Roma.

“La vita, rievocata nel titolo della trasmissione, sgorga dalla cultura, che è fatta di monumenti, reperti archeologici e musei, ma anche di opere che le singole persone hanno realizzato. E la cultura ebraica, che è quella di tutti noi, ha tanto da insegnare in termini di crescita umana e spirituale”, ha dichiarato il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, presente tra il pubblico.

Dopo i saluti istituzionali di Noemi Di Segni, Presidente UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), e di Carlo Fuortes, Amministratore delegato della Rai, sono saliti sul palco a parlare i principali responsabili della realizzazione del programma, passati e presenti, assieme alla Direttrice di Rai Cultura & Educational Silvia Calandrelli. A moderare l’incontro, la giornalista Rai Francesca Nocerino, mentre si è collegato da remoto sullo schermo anche il critico televisivo Aldo Grasso.

Proprio Grasso, in un articolo uscito sul Corriere della Sera il 9 gennaio, riconosceva l’importanza che Sorgente di vita e il programma Protestantesimo, legato al primo da una sorta di gemellaggio, hanno avuto nel portare il pluralismo religioso nella televisione italiana, rivolgendosi all’italiano medio.

Gli interventi si sono alternati con la proiezione di stralci di vecchi servizi: dal viaggio di Primo Levi di ritorno ad Auschwitz ai marrani in Portogallo, dai Lubavitch a New York agli ebrei in Etiopia in fuga dalla guerra civile, passando per un’inchiesta sul neonazismo in Germania. Su quest’ultima, lo storico autore Emanuele Ascarelli e il già regista Daniel Toaff hanno raccontato il clima di tensione quando cercavano di intervistare i capi di un movimento neonazista, nel timore che scoprissero che erano ebrei. Mentre Piera Di Segni, già responsabile del programma dal 2016 al 2021, ha ricordato che possiedono il più grande archivio audiovisivo dedicato all’ebraismo in Italia.

Sul presente e il futuro del programma, l’attuale responsabile Marco Di Porto ha sottolineato l’onore di portare sulle spalle una simile eredità. E ha raccontato come, con il passaggio a Rai 3 avvenuto il 19 giugno 2022 e una buona presenza anche su internet grazie a Raiplay, il programma goda di buoni ascolti, attestandosi su una media dai 400.000 ai 600.000 spettatori a puntata.

(Foto: Roberto Zichittella, Twitter)