Tra timori e speranze, la comunità festeggia Yom HaAtzmaut

Feste/Eventi

di Nathan Greppi
La sera di martedì 21 aprile nel giardino della Scuola Ebraica di Milano si è celebrato Yom HaAtzmaut, la festa per l’indipendenza d’Israele della quale quest’anno ricorre il 78° anniversario. Un’atmosfera spensierata, nonostante le ostilità ancora in corso e l’ondata d’odio che sta investendo l’Italia e il mondo.

All’inizio erano soprattutto i bambini a divertirsi, prendendo popcorn e zucchero filato e andando a vedere il Magic John Show, spettacolo di magia del prestigiatore John Librizzi. Ma poi, dopo gli interventi istituzionali e l’inizio del buffet per la cena, i partecipanti di tutte le età hanno condiviso momenti piacevoli, mangiando, ballando e cantando tutti insieme, al ritmo della musica israeliana condotta dal DJ Joseph Mouhadab. E per concludere la serata, non poteva mancare l’estrazione del biglietto vincente della lotteria.

In sintesi, questo è il clima che si è respirato nel giardino della Scuola Ebraica di Milano la sera di martedì 21 aprile, quando si è celebrato Yom HaAtzmaut, la festa per l’indipendenza d’Israele della quale quest’anno ricorre il 78° anniversario. Un’atmosfera spensierata, nonostante le ostilità ancora in corso e l’ondata d’odio che sta investendo l’Italia e il mondo.

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera delle bandiere italiana e israeliana, accompagnata dall’intonazione degli inni nazionali di entrambi i paesi. Il primo intervento è stato quello del vicepresidente UCEI Milo Hasbani, il quale ha ricordato che “un anno fa abbiamo pregato per la liberazione degli ultimi ostaggi, e anche la restituzione di quelli che purtroppo non ce l’hanno fatta”. Sebbene sia i vivi sia i morti siano tornati a casa, “quest’anno purtroppo parliamo ancora di guerra su più fronti, quello iraniano e quello libanese”. Ha ricordato che Israele sta lottando per liberare questi paesi, e “deve ridare il Libano ai libanesi e l’Iran agli iraniani che credono ancora nelle democrazie”.

Dello stesso avviso anche il presidente della Comunità Ebraica di Milano Walker Meghnagi, secondo il quale quello “è un giorno che simboleggia la libertà, la forza e la nostra capacità di rialzarci, crescere e avere successo nonostante tutte le sfide”. Ha dichiarato che “il giorno dell’indipendenza non è solo una festa, ma un simbolo di speranza, unità e autentico orgoglio ebraico”. Ha inoltre ringraziato i rappresentanti della politica e dell’associazionismo milanesi che hanno presenziato all’evento.

Il viceambasciatore d’Israele in Italia Lior Keinan è giunto da Roma per ringraziare la comunità ebraica milanese per essere rimasta vicina a Israele in un periodo difficile come questo. In seguito, è stato proiettato un video del Keren Hayesod sulle loro attività per fare fronte alla situazione critica in Israele, illustrate anche dal presidente Victor Massiah che ha raccontato come hanno visitato ospedali e kibbutz colpiti. Proprio per il periodo che stiamo vivendo, oggi festeggiare Yom HaAtzmaut “è un atto di resistenza morale”, ha affermato il presidente del KKL Italia Andrea Alcalay.

Nel parlare della situazione, il rabbino capo di Milano Rav Alfonso Arbib ha raccontato di aver visto anni prima un programma televisivo in cui si chiedeva a diversi intellettuali israeliani che cos’era per loro il sionismo: “Fra questi intellettuali, ce n’era uno famoso per essere un provocatore, Yeshayahu Leibowitz”, il quale rispose: “Ci siamo stufati di essere sotto il dominio di altri”. Arbib ha spiegato che secondo lui questa risposta è significativa “perché unisce i vari tipi di sionismo”, laici e religiosi, di destra e di sinistra. “Quello che dà veramente fastidio d’Israele è questo rifiuto di essere sotto il dominio di altri”.