Manifestazione per Sarah Halimi a Milano

A Milano si chiede giustizia per Sarah Halimi

Italia

di Nathan Greppi
All’inizio erano meno di una decina, ma in breve tempo sono aumentati fino a diventare un centinaio, che sventolavano striscioni chiedendo solo una cosa: “Giustizia per Sarah Halimi”.

Questo, in sintesi, era lo spirito della manifestazione organizzata dall’associazione Nuova Udai nel pomeriggio di lunedì 26 aprile, davanti al consolato francese di Milano, per protestare contro l’assoluzione dell’assassino di Sarah Halimi, l’ebrea uccisa a Parigi nel 2017 da un integralista islamico. Tra i presenti, vi erano il presidente della Comunità Ebraica di Milano Milo Hasbani e il capo della lista Wellcommunity Raffaele Besso.

Franco Modigliani, portavoce della Nuova Udai, ha parlato con l’altoparlante rivolto alle finestre del consolato rivolgendo lo sdegno delle comunità ebraiche. “Siamo scioccati, come ebrei e come cittadini europei, che nel 2021 si possa uccidere un ebreo per motivi ideologici senza essere puniti,” ha dichiarato Modigliani. “Vuol dire che l’Europa non ha capito niente, e viene da pensare che chi commemora la Giornata della Memoria il 27 gennaio, probabilmente la memoria la perde già il 28.”

Dopo circa mezz’ora, il console francese Charles Chapouilly ha acconsentito ad incontrare due rappresentanti della protesta, Modigliani e il presidente della Nuova Udai Enrico Mairov, i quali gli hanno consegnato una lettera rivolta alle istituzioni francesi per chiedere una riforma della legge penale che ha permesso all’assassino, Kobili Traorè, di venire scagionato con la scusa di aver agito sotto effetto di droghe. Chapouilly ha dichiarato di condividere pienamente le loro ragioni, e che “queste manifestazioni sono importanti perché svegliano le coscienze.”