Sondaggio: cala la fiducia degli israeliani in Trump come garante della sicurezza di Israele

Israele

di Nina Prenda
Secondo il sondaggio, soltanto il 44% degli israeliani ritiene oggi che la sicurezza di Israele sia una delle principali preoccupazioni di Trump. A marzo la percentuale era pari al 60%, in un contesto in cui Stati Uniti e Israele apparivano strettamente coordinati nella campagna contro l’Iran.

Diminuisce sensibilmente la quota di israeliani che ritiene che la sicurezza dello Stato ebraico rappresenti una priorità per il presidente statunitense Donald Trump. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio dell’Israel Democracy Institute (IDI), pubblicato martedì 9 giugno, mentre Israele osserva con crescente preoccupazione i negoziati avviati da Washington con l’Iran per una soluzione definitiva del conflitto scoppiato a febbraio.

L’indagine, realizzata tra il 31 maggio e il 5 giugno, è stata condotta prima della ripresa degli attacchi missilistici iraniani contro Israele e delle successive tensioni tra Washington e Gerusalemme sulla risposta militare israeliana.

Secondo il sondaggio, soltanto il 44% degli israeliani ritiene oggi che la sicurezza di Israele sia una delle principali preoccupazioni di Trump. A marzo la percentuale era pari al 60%, in un contesto in cui Stati Uniti e Israele apparivano strettamente coordinati nella campagna contro l’Iran.

Il calo è ancora più marcato tra gli ebrei israeliani: solo il 41% considera la sicurezza israeliana una priorità per il presidente americano, contro il 64% registrato tre mesi prima. Si tratta del livello più basso rilevato dall’IDI da quando la domanda è stata introdotta, nel novembre 2024, dopo la vittoria elettorale di Trump.

Di segno opposto il dato relativo ai cittadini arabi israeliani. In questo segmento della popolazione, il 59% degli intervistati ritiene che Trump tenga in considerazione la sicurezza di Israele, in aumento rispetto al 43% registrato a marzo.

L’analisi per orientamento politico mostra una diffusa erosione della fiducia nei confronti del presidente statunitense. Tra gli ebrei israeliani di sinistra, solo il 25,5% ritiene che Trump attribuisca centralità alla sicurezza israeliana; la percentuale sale al 32% tra i centristi e al 48% tra gli elettori di destra. Tutti i gruppi registrano una netta flessione rispetto ai dati di marzo.

A influenzare questa percezione potrebbe essere stata l’evoluzione del conflitto con l’Iran. Dopo il cessate il fuoco dell’8 aprile, l’amministrazione Trump ha avviato colloqui diretti con Teheran per raggiungere un accordo che ponga fine in modo permanente alle ostilità, un processo nel quale Israele ha avuto un ruolo limitato.

Il sondaggio ha inoltre misurato il sostegno a una conclusione negoziata della guerra. Tra gli ebrei israeliani, solo il 29% ritiene che un accordo nelle condizioni attuali sia ampiamente compatibile con gli interessi di sicurezza del Paese. Al contrario, il 63% considera tale soluzione poco o per nulla coerente con le esigenze di sicurezza israeliane, mentre l’8% non ha espresso un’opinione.

Anche su questo tema emerge una netta differenza tra le comunità del Paese. Tra gli arabi israeliani, il 60,5% ritiene che la fine del conflitto attraverso il negoziato sia nell’interesse della sicurezza nazionale, mentre il 33% esprime una valutazione contraria.