Manifestazione in Usa con bandiere Palestinesi e Israeliane

Negli USA, tre quarti dei democratici si oppongono agli aiuti a Israele

Mondo

di Nina Prenda
L’indagine, condotta dal New York Times in collaborazione con il Siena Research Institute, rileva che il 74% degli elettori democratici si oppone alla prosecuzione degli aiuti economici e militari a Israele, mentre solo il 20% si dichiara favorevole al mantenimento del sostegno. Sul piano delle simpatie nel conflitto, il sondaggio indica che il 60% degli intervistati esprime una maggiore vicinanza alla causa palestinese, a fronte del 15% che si dichiara più vicino a Israele.

 

Un recente sondaggio pubblicato questa settimana evidenzia un cambiamento significativo nell’orientamento dell’opinione pubblica democratica negli Stati Uniti nei confronti di Israele e del conflitto israelo-palestinese.

L’indagine, condotta dal New York Times in collaborazione con il Siena Research Institute, rileva che il 74% degli elettori democratici si oppone alla prosecuzione degli aiuti economici e militari a Israele, mentre solo il 20% si dichiara favorevole al mantenimento del sostegno.

Sul piano delle simpatie nel conflitto, il sondaggio indica che il 60% degli intervistati esprime una maggiore vicinanza alla causa palestinese, a fronte del 15% che si dichiara più vicino a Israele.

Per quanto riguarda la linea politica del Partito Democratico, il 48% degli intervistati ritiene che il partito sia “troppo favorevole a Israele”, mentre il 34% considera l’attuale posizione “più o meno equilibrata”. Solo l’8% pensa che il partito non sia sufficientemente solidale con lo Stato ebraico.

Il sondaggio ha inoltre rilevato un forte giudizio critico sull’operato dell’amministrazione statunitense in relazione al conflitto: il 90% degli elettori democratici intervistati disapprova la gestione del dossier israelo-palestinese da parte del presidente Donald Trump, mentre il 94% si oppone al suo approccio alla guerra con l’Iran. L’84% degli intervistati ha inoltre affermato che un eventuale conflitto con l’Iran “non sarebbe giustificato rispetto ai costi”.

Il quadro generazionale mostra ulteriori differenze: tra gli elettori di età compresa tra i 18 e i 44 anni, solo il 7% si dichiara più vicino a Israele, contro il 22% registrato tra gli over 45.

Il sondaggio ha coinvolto 1.507 elettori registrati, intervistati telefonicamente all’inizio del mese. Il margine di errore dichiarato è di 2,8 punti percentuali.