La presidente del Parlamento europeo Metsola in Israele: “Essere antisemiti significa essere antieuropei”

di Paolo Castellano

«Mi addolora dire che oggi assistiamo all’aumento dell’antisemitismo. Sappiamo che è un segnale di avvertimento per l’umanità.  È importante per tutti noi». Queste le parole della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che il 23 maggio si è recata in visita a Gerusalemme, parlando alla Knesset davanti ai parlamentari dello Stato d’Israele.

«Non sarò ambigua: essere antisemiti significa essere antieuropei. Ogni giorno assistiamo ad attacchi agli ebrei e alle sinagoghe. Il Parlamento europeo è impegnato a combattere l’antisemitismo», ha dichiarato Metsola.

Come riporta il Times of Israel, la rappresentante dell’Unione Europea ha poi condannato l’antisionismo affermando che “l’Europa sosterrà sempre il diritto di Israele di esistere“, scatenando gli applausi del parlamento israeliano.

«Sosteniamo una soluzione a due stati – con Israele in piena sicurezza e uno Stato palestinese indipendente, democratico, contiguo e vitale – che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza».

Quest’ultime osservazioni hanno infastidito i parlamentari del gruppo arabo che hanno accennato qualche protesta.

È la prima volta che la neo-presidente Metsola si reca in Israele. Per di più, ha specificato che “non sarà l’ultima”. La rappresentante europea ha infatti espresso la volontà di rinforzare i legami tra lo Stato ebraico e l’UE nei settori della cultura, scienza, commercio, istruzione, arte, ricerca tecnologica.

Inoltre, Metsola ha elogiato gli Accordi di Abramo che hanno prodotto la normalizzazione diplomatica tra Israele e alcuni Stati arabi della Regione.

«Gli Accordi di Abramo erano inconcepibili fino a pochi anni fa, ma hanno dimostrato che la storia non deve ripetersi per forza. Un ciclo può essere interrotto».

Infine, il portavoce della Knesset, Mickey Levy, ha chiesto alla rappresentante europea di non finanziare il terrorismo e l’odio palestinese verso Israele.

«Per circa due mesi, Israele è stato nel mezzo di un’ondata di terrorismo alimentata da un grave condizionamento contro gli ebrei e Israele. Purtroppo ciò è legato a un incitamento istituzionalizzato e permanente che troviamo nei testi scolastici dell’Autorità Palestinese, libri finanziati dall’Unione europea».

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