Nuovi accordi tra Israele e Marocco su agricoltura e tecnologia

Israele

di Francesco Paolo La Bionda

Israele e Marocco hanno siglato importanti accordi nel corso della conferenza “Connect to Innovate”, organizzata Casablanca, hub industriale e portuale del paese arabo, dal 23 al 26 maggio da Start-Up Nation Central (SNC), un’organizzazione no-profit che studia l’ecosistema tecnologico israeliano.

Durante l’evento sono stati siglati tredici protocolli d’intesa tra enti governativi e aziende dei due paesi, che hanno spaziato dall’agricoltura alla tecnologia idrica, dalle risorse umane alla logistica. Una delle idee messe in cantiere è impiegare ingegneri e sviluppatori informatici per sopperire alla carenza di queste figure nello Stato ebraico.

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha inviato un video messaggio al pubblico durante l’inaugurazione, lodando “lo storico evento” facilitato da profondi legami “che risalgono a secoli fa”. “Il potenziale di cooperazione tra noi è enorme. Possiamo creare una nuova realtà nei settori dell’alimentazione, dell’acqua, dell’intelligenza artificiale, dell’agricoltura, della tecnologia medica e altro ancora. Possiamo creare nuove opportunità economiche”, ha dichiarato Herzog.

Nel corso della manifestazione, i due paesi hanno quindi stretto il primo accordo tra i due governi per facilitare le collaborazioni tecnologiche e scientifiche. Il patto è stato siglato dal ministro israeliano per l’Innovazione, la Scienza e la Tecnologia Orit Farkash-Hacohen e dal ministro marocchino per l’Istruzione superiore, la Ricerca scientifica e l’Innovazione Abdellatif Miraoui. La collaborazione verterà su agricoltura, tecnologie di trasformazione alimentare, acqua e desalinizzazione, energie rinnovabili e tecnologie ambientali, IA e altro ancora e i due Paesi finanzieranno congiuntamente progetti di R&S, seminari e incontri scientifici.

 

Un anno e mezzo di nuove relazioni grazie agli Accordi di Abramo
Questi sviluppi sono giunti un anno e mezzo dopo che il Marocco si è unito agli Accordi di Abramo, promossi dagli Stati Uniti, per normalizzare le relazioni con Israele così come già avevano fatto in precedenza Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan. Washington ha facilitato l’adesione del paese arabo accettando di riconoscerne la sovranità sul Sahara Occidentale, occupato da Rabat a partire dal 1975.
Da allora, Israele e Marocco hanno firmato un patto di difesa, che consente una cooperazione più fluida tra le istituzioni militari e rende più facile per Israele vendere armi al regno nordafricano, e hanno lanciato voli diretti da Tel Aviv a Casablanca e Marrakech, la quarta città più grande del regno. Prima di questi sviluppi si era tenuta inoltre la visita di alto profilo del ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid, la scorsa estate, per inaugurare un ufficio di collegamento a Rabat.

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