L’Italia vuole ripartire dal Medio Oriente

Israele

La visita ufficiale, l’incontro con il presidente Shimon Peres e il premier Benjamin Netanyahu avrà luogo oggi, 1 luglio. Già da domenica però il presidente del Consiglio Enrico Letta ha cominciato la sua tre giorni in Israele, il primo viaggio ufficiale extra-UE, con una visita privata al Muro del Pianto e al Santo Sepolcro, insieme alla moglie e al suo staff.
Per oggi invece, oltre agli incontri con Peres e Netanayhau è prevista anche la visita la museo di Yad Vashem – dichiarato peraltro pochi giorni fa, patrimonio dell’Unesco – e al tempio italiano di Gerusalemme, dove Letta incontrerà i rappresentanti della comunità italiana. Per domani, 2 luglio, l’agenda del premier prevede invece l’incontro con Abu Mazen a Ramallah.

Il viaggio di Letta fra Israele e Palestina, avviene al termine dei quattro giorni di trattative condotti dal segretario di Stato americano John Kerry per la riapertura del tavolo negoziale per gli accordi di pace – trattative che, a quanto pare, nonostante lievi progressi, hanno lasciato le cose in fase di stallo, come da tre anni a questa parte.

Da quanto emerso anche lo scorso maggio, durante la visita di Kerry a Roma e l’incontro con il ministro degli esteri Emma Bonino, l’Italia ha tutte le intenzioni di porsi in una posizione centrale nelle trattative per il processo di pace. Non a caso, il primo incontro di Enrico Letta, in programma per questa mattina, è quello con Tony Blair, membro del Quartetto (ONU-USA-UE-Russia) sul Medio Oriente.

L’impegno per la pace in Medio Oriente e il sostegno alla missione di Kerry, si lega peraltro ad una più ampia visione italiana che comprende l’intero bacino del mediterraneo e la visita di questi giorni vuole essere, ha detto Letta, “un forte segnale” in questo senso.

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