L’IDF mostra al mondo le prove dell’attacco all’ospedale Al-Ahli Arab: “è stato un missile della Jihad islamica”

Israele

di Pietro Baragiola
L’attacco all’ospedale Al-Ahli Arab di Gaza è stato considerato tra i fatti più violenti del conflitto israelo-palestinese degli ultimi giorni. Martedì 17 ottobre la struttura medica stava offrendo rifugio ai membri dello staff, ai pazienti e a centinaia di famiglie sfollate quando improvvisamente un razzo è esploso nelle vicinanze dell’edificio, causando la morte di oltre 300 persone.

Giornali e media di tutto il mondo hanno subito documentato il brutale massacro, basandosi sulle dichiarazioni dei leader palestinesi che hanno prontamente accusato l’aviazione di Tel Aviv come diretta responsabile.

“L’ospedale non fa parte degli obiettivi delle forze israeliane e stiamo investigando sulla fonte dell’esplosione con serietà e accuratezza. Vogliamo la massima trasparenza perché prendiamo molto sul serio qualsiasi incidente che coinvolga i civili” ha risposto il contrammiraglio e portavoce dell’IDF (Forze di Difesa Israeliane) Daniel Hagari, affermando che, dall’inizio degli scontri, sono stati 450 i razzi di Hamas che sono caduti accidentalmente all’interno di Gaza, causando vittime palestinesi.

Nelle ultime ore l’indagine di Hagari, supervisionata dai più alti livelli di comando dell’intelligence israeliana, ha condiviso dati e filmati in grado di dimostrare che anche quest’ultimo attacco è stato causato da un razzo della Jihad islamica, scoppiato prima di arrivare a destinazione.

Le prove dell’IDF

Dopo aver ufficialmente concluso l’After Action Review, Hagari ha indetto una conferenza per mostrare al mondo le prove che hanno permesso di stabilire la colpevolezza della Jihad islamica nella strage dell’ospedale Al-Ahli Arab.

La prima conferma è arrivata dal fatto che, in base ai dati raccolti dall’IDF, nessuna delle forze israeliane di terra, d’aria o di mare ha sparato missili nell’area dell’ospedale.

Successivamente, concentrandosi sull’analisi dei sistemi radar, che hanno tracciato tutti i razzi lanciati dai terroristi di Gaza nel momento dell’esplosione, l’intelligence ha scoperto che il missile è partito proprio dai pressi dell’Al-Ahli Arab. Una prova ulteriore di questo fatto è stata data da due video, ripresi dal Kibbutz Netiv Ha’asara e dalla rete televisiva Al Jazeera, che mostrano il lancio fallito del razzo e la sua caduta verso la struttura palestinese.

“I danni causati da qualsiasi munizione israeliana avrebbero creato crateri e danni strutturali agli edifici circostanti, elementi che in questo caso non sono stati trovati” ha affermato Hagari, mostrando diverse immagini degli effetti delle normali testate israeliane.

La prova definitiva è arrivata però da una conversazione intercettata dall’IDF, in cui i terroristi di Hamas parlano del lancio fallito e citano specificamente l’ospedale. Questa registrazione è stata poi incrociata con altre fonti di intelligence per confermarne l’accuratezza.

– Ma vi dico che questa è la prima volta che vediamo un missile del genere e delle schegge del genere, quindi vi dico che provengono dalla Jihad Islamica.
-Che cosa?
-Dicono che provengono dalla Jihad islamica;
-Da noi?
-Sembra proprio di si!
-Chi lo dice?
-Dicono che le schegge vengano da un missile locale e non israeliano.
-Cosa stai dicendo?
-Ma dio mio, non poteva esplodere in un altro posto?
-Non importa ora, si lo hanno sparato dal cimitero dietro l’ospedale.
-Cosa?!
-Lo hanno sparato dal cimitero dietro l’ospedale e si è rotto candendo sul posto.
-C’è un cimitero lì dietro?
-Si, proprio nella zona.
-Dove precisamente nella zona?
-Entrando nella zona non vai diretto verso la città e lo trovi sul lato destro dell’ospedale.
– Si, lo so.

“Questa conversazione dimostra con assoluta certezza che i terroristi avevano capito che era stato un loro razzo lanciato male a causare la strage” ha affermato Hagari. Ciononostante, Hamas ha deciso di lanciare una campagna mediatica globale per nascondere ciò che era accaduto, accusando pubblicamente Israele e gonfiando persino il numero delle vittime (da 300 a 500).

La reazione del mondo

Civili che cercano disperatamente di scappare attraverso il fumo e le macerie mentre, tra urla di terrore, l’incendio divampa senza controllo: queste sono le immagini che i media di tutto il mondo hanno mostrato nelle ultime ore, citando le dichiarazioni del Ministero della Sanità di Gaza (gestito da Hamas) senza averle prima verificate.

Così facendo, molte celebri testate come The New York Times hanno inviato breaking news a milioni di lettori con titoli come “L’esercito israeliano uccide centinaia di persone in ospedale”, fomentando inevitabilmente le reazioni in ogni angolo del mondo.

Sconvolti, i leader politici della Giordania, Turchia, Egitto e Arabia Saudita hanno condannato pubblicamente Gerusalemme per questo attacco, invitando il Paese a “porre fine immediatamente alle politiche di punizione collettiva contro le popolazioni della Striscia di Gaza”.

Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Nasser Kanaani, ha definito l’attacco “un brutale crimine di guerra che costituisce una grave violazione dei valori umani più basilari”.

Persino l’organizzazione Medici senza frontiere si è esposta pubblicamente, dichiarandosi “inorridita dal bombardamento israeliano dell’ospedale” e definendo questo gesto “un massacro assolutamente inaccettabile”.

Il capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha affermato che “gli Stati Uniti sono responsabili dell’attacco a causa della loro continua protezione verso le aggressioni israeliane”. Forte sostenitrice di Hamas, Hezbollah ha invitato i compagni arabi e musulmani di tutto il mondo a “scendere nelle piazze per esprimere la loro immensa rabbia” al grido di “Morte a Israele” e “Morte all’America”. Questo gesto ha scatenato proteste e scontri davanti alle ambasciate americane e israeliane di molti paesi tra cui la Cisgiordania, la Giordania e il Libano, portando persino all’irruzione e al successivo incendio dell’ufficio delle Nazioni Unite a Beirut.

Nonostante le prove presentate da Hagari abbiano adesso scagionato Israele dalla gogna mediatica, sono ancora molti i paesi che non hanno ritrattato i propri commenti antisemiti.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, precedentemente ritenuto responsabile del massacro deliberato dell’Al-Ahli Arab, ha rilasciato una dichiarazione: “Ora il mondo intero sa che i barbari terroristi di Gaza sono i veri responsabili dell’attacco all’ospedale, non l’IDF. Gli stessi che hanno crudelmente ucciso i nostri bambini uccidono anche i loro figli”.

Il Primo Ministro si è scagliato contro i media per aver sostenuto le dichiarazioni di Hamas senza averle prima verificate, finendo così per propagare un messaggio antisemita e anti-israeliano che alimenta le stragi di civili innocenti.

Alon Bar, ambasciatore di Israele in Italia, ha rivolto un appello ai media italiani: “Israele ha le prove che si è trattato di un razzo lanciato dalla Jihad islamica. Ci aspettiamo che i media italiani si attengano ai fatti”.
“Vogliamo chiarire una cosa” ha concluso Hagari. “Era impossibile sapere cosa fosse successo con la rapidità con cui Hamas ha pubblicamente affermato di saperlo. Questo già avrebbe dovuto destare sospetti in molti.”