L’attentato a Tel Aviv, i termini della tregua e l’opinione degli israeliani

Israele

Un’altra giornata pesantissima per Israele: stamattina a Tel Aviv è stata lanciata una bomba contro un autobus, che ha provocato 21 feriti di cui  alcuni in maniera  molto grave. Era dal 2006 che a Tel Aviv non si verificavano attacchi terroristici di questo genere.

Intanto da questa sera alle 21.00, ora israeliana,  dovrebbe cominciare la tregua; un cessate-il-fuoco fra le due parti confermato anche dal segretario di Stato americano Hillary Clinton e dal ministro degli esteri egiziano Mohamed Kamel Amr.

Benjamin Netanyahu ha detto di voler dare una possibilità al cessate il fuoco aggiungendo che si tratta di un accordo per la «calma in cambio di calma».
L’accordo infatti prevede che all’entrata in vigore dell’ora “zero” – stabilita sincronizzando gli orologi –  cessino tutte le ostilità sulla Striscia di Gaza da parte di Israele, e tutte le ostilità, inclusi attacchi con i missili lungo il confine, da parte di tutte le fazioni palestinesi.
Garante della tregua è l’Egitto che ha ricevuto da entrambe le parti l’impegno a rispettare l’accordo e a non compiere atti che violino l’intesa.

Secondo un sondaggio svolto da Channel 2 in Israele, il 70% degli israeliani non è d’accordo sul cessate il fuoco; il 24% è favorevole mentre il 6% è indeciso.
Alla domanda su quanto durerà la tregua il 64% risponde che durerà poco; secondo il 24% non durerà affatto mentre il restante 7% è convinto che durerà a lungo.

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