La giuria dell’Israel Prize rinuncia: “Netanyahu politicizza il premio”

Israele

Nissim Calderon, uno dei membri della giuria dimisisonaria dell'Israel Prize
Nissim Calderon, uno dei membri della giuria dimissionaria dell’Israel Prize

Il Ministero dell’Istruzione israeliano teme che quest’anno l’Israel Prize in letteratura non possa essere assegnato, dopo che l’intero pannello di giudici si è dimesso per protestare contro gli sforzi dell’Ufficio del Primo Ministro di intervenire nel riconoscimento.

Con una mossa insolita, l’ufficio del primo ministro aveva infatti posto il veto a due persone, i professori Avner Holtzman e Ariel Hirschfeld, che erano stati nominati come giudici per il premio. Come riporta Haaretz, tutti e cinque i membri della giuria hanno quindi rinunciato all’incarico per protestare contro “la chiara politicizzazione del premio e il voto di sfiducia in giudizio professionale dei professionisti”, come ha dichiarato uno dei cinque, il professore Nissim Calderon. A monte ci sarebbe la volontà del primo ministro di non voler fare vincere il favorito David Grossmann, notoriamente di sinistra e spesso critico nei confronti della politica di Netanyahu.

Oltre a Calderon, gli altri giudici che si sono dimessi erano Nurith Gertz, Ziva Ben-Porat, Ephraim Hazan e Hollander Uri. L’autore Gail Hareven si era dimesso in precedenza, dopo aver appreso del veto imposto contro Hirschfeld e Holtzman.

Come se non bastasse, anche gli scrittori stanno prendendo posizione: Yigal Schwartz, uno dei candidati per il premio nel campo della ricerca letteraria, ha annunciato martedì notte che sta ritirando la sua candidatura in segno di protesta.

“Questo è uno scandalo senza precedenti”, ha detto Schwartz, professore di letteratura all’Università Ben Gurion University del Negev e redattore capo della casa editrice Kinneret Zmora – Bitan Dvir . “Ritiro la mia candidatura e sollecito gli altri candidati a fare lo stesso. Questo non è un errore; è una deliberata politica del primo ministro Netanyahu di minare l’élite di Israele per guadagnare voti da altri gruppi. Questo è un sabotaggio a cui è impossibile non opporsi. Sono riusciti a sabotare anche questa istituzione, il Premio Israele, che era rimasta incontaminata”.

Nel corso delle ultime settimane, alcuni membri dello staff del Ministero dell’Istruzione avevano ripetutamente avvertito gli assistenti di Netanyahu di non intervenire nella composizione del pannello, ma l’ufficio di presidenza ha respinto questi avvertimenti, hanno detto.

Ora, il ministero è in attesa di “istruzioni dell’ufficio del primo ministro” su come nominare la nuova giuria dei giudici.

Nella loro lettera di dimissioni, i cinque studiosi sostengono che l’intervento dell’ufficio di Netanyahu abbia costituito “una politicizzazione del più importante riconoscimento di Israele, che dovrebbe essere concesso esclusivamente sulla base di considerazioni professionali e artistiche”.

In un primo momento, l’ufficio di presidenza aveva rifiutato di dire il motivo per cui improvvisamente aveva deciso di porre il veto a Hirschfeld e Holtzman dopo che i due avevano già iniziato a lavorare. Martedì è arrivata la spiegazione che è stato “deciso di rivedere la composizione del pannello” dopo aver scoperto che Hirschfeld era sospettato di avere posto un rifiuto di fare il servizio militare. Nulla però si dice sulla bocciatura di Holtzman.

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