Israele al quinto posto nel Global Innovation Index di Bloomberg

Israele

di Carlotta Jarach

bloomberg

Secondo Bloomberg, la nota multinazionale di mass media, Israele è il quinto paese per innovazioni tecnologiche; lo rivela il Global Innovation Index, lo studio che l’azienda newyorkese pubblica ogni anno, stilando la classifica dei 50 migliori paesi. Un incredibile balzo in alto, se si pensa che l’anno scorso occupava il 30esimo posto: un successo straordinario, che vede Israele davanti ai colossi mondiali.

Lo studio misura sei diverse aree: la spesa per ricerca e sviluppo in percentuale del PIL, il valore aggiunto generato dal settore manifatturiero, il numero di imprese ad alta tecnologia presenti nel territorio, il numero di studenti laureati e impiegati in studi post-laurea, il numero di dottori che lavorano in ricerca e sviluppo, e il numero di brevetti pro capite. Israele si è classificato addirittura secondo nell’area di ricerca e sviluppo, quarto per livello di istruzione, undicesimo per presenza di industrie high-tech. Ha guadagnato però pochi punti in quanto a brevetti, risultando ventottesimo. Dal 2007 il PIL israeliano è salito del 17%, passando da 26.500 dollari a 31.000.

Con il suo quinto posto complessivo ha battuto paesi come Francia, Singapore, USA, Canada e Regno Unito, classificandosi dietro solo a Corea del Sud, Giappone, Germania e Finlandia; Israele ha infatti diverse grandi aziende importanti, come la farmaceutica Teva, tuttavia la mancanza di un gigante dell’elettronica del calibro della sudcoreana Samsung rappresenta un importante tallone d’Achille, che non permette l’ingresso sul podio.

E l’Italia? Non entra nella top five di nessuna categoria (a dirla tutta in nessuna top ten), e si aggiudica un complessivo 24esimo posto, esattamente come l’anno scorso.

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