Unione Africana

Dopo 19 anni, Israele torna Membro Osservatore dell’Unione Africana

Israele

di David Fiorentini
Dopo essere stato estromesso dal blocco panafricano a causa delle pressioni dell’allora leader libico Muammar Gheddafi, Israele si unirà all’Unione Africana come Membro Osservatore.

L’ambasciatore di Israele ad Addis Abeba, Aleleign Admasu, ha presentato la richiesta formale di adesione a Mousa Faki Mahamat, il Presidente della Commissione dell’UA.

Israele ha goduto dello status di osservatore nella precedente Organizzazione dell’Unità Africana fino al 2002, quando l’organizzazione si sciolse per far posto alla nuova Unione Africana.

Annunciata a Sirte nel 1999 e lanciata ufficialmente a Durban nel 2002, l’UA è un’organizzazione continentale composta da 55 Stati, i cui obiettivi spaziano dalla promozione di una maggiore unità dei popoli africani, alla difesa della sovranità degli Stati, fino all’accelerazione dell’integrazione politica e socio-economica del continente.

“Questo è un giorno di festa per le relazioni Israele-Africa” – ha affermato il ministro degli Esteri Yair Lapid – “Questa conquista diplomatica è il risultato degli sforzi del Ministero degli Esteri, della Divisione Africana e di tutte le ambasciate israeliane nel continente.” Finalmente “si corregge l’anomalia che esisteva da quasi due decenni”, rafforzando “le nostre attività nel continente e negli Stati Membri dell’organizzazione.”

Le relazioni di Israele

Israele ha relazioni con 46 Stati Membri dell’UA. Gli ultimi ad aver instaurato nuovi rapporti diplomatici sono stati il Sudan e il Marocco, nell’ambito degli Accordi di Abramo dello scorso anno.

La decisione dell’UA, infatti, si colloca all’interno di un percorso molto più lungo, intrapreso già dall’ex primo ministro Benjamin Netanyahu, il quale aveva dato grande priorità alle relazioni di Israele con l’Africa durante i suoi mandati, tentando di dialogare persino con diversi Paesi a maggioranza musulmana.

Tra l’altro, nel Luglio 2016, Netanyahu è stato il primo Premier israeliano in decenni a compiere un viaggio ufficiale in Africa, visitando Uganda, Kenya, Ruanda ed Etiopia.

Tuttavia, oltre a cercare nuovi mercati per l’agricoltura e l’high tech israeliana, l’ex Primo Ministro era particolarmente investito nella questione anche per la possibilità di racimolare i preziosi voti delle delegazioni africane in sede di ostici forum internazionali, come il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’UNESCO.

Ma tornando all’attualità, la recente riammissione di Israele nell’Unione Africana genera un rinnovato ottimismo nel processo di normalizzazione, che, dopo i frutti di quest’anno, lascia ben sperare in ottica di future collaborazioni nella lotta alla pandemia e al terrorismo.

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