L’offerta educativa del MEIS, che sarà consultabile sul sito del museo da inizio settembre, proporrà tantissimi percorsi diversi: laboratori sulla storia degli ebrei in Italia, sulla perdita dei diritti dopo la promulgazione delle Leggi Razziali del 1938, sulla ricostruzione di figure di donne celebri, ma anche workshop dedicati alla nuova mostra che racconterà lo Shabbat, il sabato ebraico dedicato al riposo. L’offerta comprende inoltre corsi di formazione per i docenti, incontri con gli scrittori e Formazione Scuola-Lavoro.
“Le tensioni dello scenario internazionale e le polarizzazioni nel dibattito pubblico – prosegue il Direttore – si traducono spesso in confusione di parole, concetti ed eventi storici, alimentando pregiudizi. In questa cornice, il MEIS avverte la responsabilità civica di lanciare un messaggio di forte impatto e supporto a docenti e studenti. Vogliamo proseguire e rilanciare il nostro ruolo di trasmissione dell’esperienza degli ebrei italiani, un tassello fondamentale della storia nazionale. Il nostro impegno è quello di offrire alle scuole uno spazio sicuro, scientificamente rigoroso e accogliente, capace di non eludere le domande dei ragazzi e di raccogliere il loro disorientamento di fronte ad un presente complesso da interpretare”.
Il MEIS racconta oltre 2000 anni di storia degli ebrei in Italia, analizzando le sfide e le risorse che emergono nel rapporto tra una minoranza e la società nel suo complesso. I percorsi espositivi e l’offerta educativa si muovono tra la grande Storia e le biografie personali, toccando concetti trasversali di grande attualità: la cittadinanza come diritto e dovere, l’incontro tra culture e il rispetto delle differenze.
“Nei laboratori educativi – conclude il Direttore – il nostro obiettivo non è dare risposte univoche o verità preconfezionate, ma stimolare gli studenti a farsi domande, cambiare prospettiva e saper leggere il passato. Quello che auspichiamo è che i ragazzi costruiscano un senso condiviso. Ne abbiamo avuto prova durante il Giorno della Memoria 2026, quando quasi 200mila studenti si sono collegati con noi per la visita live al Campo di Auschwitz-Birkenau. Di fronte alla moltitudine di domande ricevute, molte delle quali connesse alle drammatiche vicende in Medio Oriente, abbiamo scelto di non lasciare inascoltata questa richiesta di confronto. Abbiamo perciò coinvolto storici e giuristi di diverse prospettive e formazioni, realizzando tre video di approfondimento ora disponibili sul nostro sito: uno strumento per aiutare le classi a orientarsi nell’attualità con gli strumenti della storia”.



