Yom HaZikaron: la Comunità ricorda le vittime israeliane della guerra e del terrorismo

di Nathan Greppi
“In pace i figli seppelliscono i padri, in guerra sono i padri a seppellire i figli.” Queste parole dello storico greco Erodoto, vissuto 2500 anni fa, risultano tristemente attuali in Israele durante Yom Hazikaron, quando si ricordano gli israeliani che hanno perso la vita a causa di attentati terroristici o in guerra per proteggere il loro paese. Anche la Comunità Ebraica di Milano ha voluto ricordare le vittime di tali drammatici eventi, in particolare nel corso di un incontro su Zoom organizzato da Kesher lunedì 2 maggio e intitolato In ricordo delle vittime israeliane della guerra e degli attentati.

Dopo un breve video e l’introduzione di Sara Modena, Assessore alla Cultura della Comunità, il dibattito è stato coordinato anche da Efrat Sheva-Dor, Direttrice del Dipartimento per famiglie di Tiberiade, la quale ha spiegato come la sua istituzione aiuti quelle famiglie della sua zona che hanno perso i propri cari nel conflitto. Omaggi alle famiglie dei caduti sono stati resi da Aryeh Muallem, Vicedirettore del Ministero della Difesa israeliano che si trovava in collegamento dal Muro del Pianto, e da Shai Efrati, shaliach dell’Organizzazione Sionista Mondiale e inviato a Milano del Ministero dell’Istruzione israeliano.

L’importanza del tema del ricordo è stata rimarcata dal Presidente della Comunità Walker Meghnagi, il quale ha ricordato come gli attentati terroristici “che purtroppo avvengono tuttora, vergognosamente, con il mondo in silenzio.” Per quanto riguarda il tema della memoria, il Rabbino Capo di Milano Rav Alfonso Arbib ha spiegato che “quando si parla di memoria, la questione è cosa ricordare. Ci sono molte cose da ricordare: i caduti, chi è morto, ma dobbiamo ricordare anche qualcos’altro; dobbiamo ricordare che non si tratta di una storia antica, ma è una storia attuale.” Ha rimarcato il fatto che quella che Israele combatte è una guerra per la vita, per la sopravvivenza. Inoltre, è stato anche ricordato Maurizio Levi, giovane della comunità ebraica milanese arruolatosi nell’esercito israeliano che rimase ucciso.

Molto toccante è stato l’intervento proprio dei genitori di un soldato caduto, Yoni e Chani Ben Ari, il cui figlio Haggai Ben Ari era un sergente a capo di un’unità di paracadutisti che prese parte all’Operazione Margine Protettivo, nel corso della quale venne colpito a Gaza il 21 luglio 2014; rimase in coma fino alla sua morte, avvenuta il 3 gennaio 2017. Hanno raccontato di come il figlio non si sia mai tirato indietro di fronte alle sue responsabilità, fino all’ultimo: anche quando i suoi superiori lo esortarono a non prendere parte all’operazione e stare con la sua famiglia, lui al contrario fece il suo dovere fino in fondo, perché solo così sentiva che la sua famiglia poteva stare al sicuro.

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