Rosh Hashanà

Feste/Eventi

Un anno buono e dolce come la mela intinta nel miele. Un anno di testa e non di coda. Un anno di meriti ed elementi positivi numerosi come i chicchi della melagrana. Gli auguri che ci scambiamo in occasione del nuovo anno ebraico sono, come vuole la tradizione, fedeli alle linee guida che hanno sostenuto nei millenni il popolo ebraico. Ma la ricorrenza del Capodanno ebraico (Rosh Hashanà) costituisce anche un’occasione straordinaria per interrogarsi su chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare. Non è forse un caso se proprio a Milano e proprio pochi giorni prima del Capodanno si sia svolto un importante intervento del professor Sergio Della Pergola. Molti ebrei vicini alla comunità continuano a considerare questo straordinario studioso e ricercatore con lo stesso affetto e la stessa confidenza con cui vedevano il ragazzo cresciuto in Italia, laureatosi a Pavia e partito per completare gli studi in Israele nel 1966. Ma il professor Della Pergola, nel frattempo, ha fatto molta strada. Una sua nipotina, vedendolo con sorpresa al telegiornale seduto a fianco del primo ministro israeliano Ariel Sharon e al tavolo dove si riunisce il governo di Gerusalemme, ha creduto per un attimo che il nonno fosse diventato ministro.
Ovviamente Sergio Della Pergola non è entrato a far parte dell’esecutivo, ma il fatto che fosse ascoltato con la massima attenzione dai ministri costituisce un esempio straordinario di quanto hanno fatto gli ebrei italiani in Israele. Demografo di fama mondiale, professore di Studi sulla popolazione ebraica al dipartimento di Studi ebraici contemporanei all’Università di Gerusalemme, è stato a lungo direttore dello stesso dipartimento. Ora si occupa dell’Istituto di Programmazione politica del popolo ebraico a Gerusalemme. Proprio in questa veste il governo israeliano ha voluto ascoltare lui e alcuni suoi colleghi, che hanno riferito a Gerusalemme di uno studio che contiene molti dati importanti riguardo al nostro futuro. I trend demografici e le dinamiche di sviluppo delle popolazioni non sono questioni riservate agli studiosi. Complessi calcoli matematici di cui il comune cittadino non può vedere il senso.
Il tasso di natalità e gli altri indicatori che dimostrano la salute, la dinamicità e le condizioni economiche di un popolo costituiscono gli elementi utili per leggere nel suo futuro e per apportare, se necessario, qualche correttivo.
Su questa base sarà deciso il futuro politico di Israele e della Palestina. Su questa base saranno compiuti investimenti e assunte decisioni che peseranno potenzialmente sul futuro di tutti noi.
Ora che inizia un nuovo anno siamo nella stagione migliore per intraprendere una riflessione su dove vogliamo andare e cosa vogliamo fare del nostro destino di singoli e di popolo. Gli anni della globalizzazione e del confronto diretto con altre culture a volte aggressive e distruttive costituiscono una sfida molto difficile. Ma solo conoscendo esattamente i termini dei problemi e guardando in faccia la realtà potremo affrontare questo nuovo anno, e molti altri ancora, con quell’impegno e quello slancio costruttivo che ci sono stati tramandati di generazione in generazione.

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