Quel giardino dell’eden chiamato cinema

La bellezza della natura che muta, le confessioni dei capi del Mossad oggi in pensione, la musica che eleva l’anima. Questi i temi del ricco e puntuale appuntamento con la cinematografia israeliana che anche questo anno arriva a Milano. Dal 22 al 27 febbraio si svolge infatti la rassegna Nuovo Cinema Israeliano, organizzata dalla Fondazione CDEC a cura di Nanette Hayon e Paola Mortara.

L’evento, frutto di una collaborazione con il Centro Pitigliani di Roma, la Cineteca di Milano e con il supporto dell’Ambasciata d’Israele, coniuga le proiezioni cinematografiche del Pitigliani Kolno’a Festival con incontri e presentazioni di libri. A cominciare con Dan Muggia che, in una conversazione con Giorgio Mangini, racconta la sua storia di famiglia, ricca di figure di spicco in ambiti diversi.
Poi il regista Matteo Bellinelli parla di “Birobidzhan: Terra Promessa?”, mentre Bruno Contini, Alessandra Minerbi e Michele Sarfatti presentano il libro: Nino Contini (1906-1944). Quel ragazzo in gamba di nostro padre. Diari dal confino e da Napoli liberata, a cura di Bruno e Leo Contini.
Infine Ruggero Gabbai, regista e Sara Ferrari, docente di letteratura e cinematografia israeliana, illustrano la specificità della cinematografia dello Stato d’Israele.

La direzione artistica è affidata ancora una volta a Dan Muggia, docente di cinematografia all’Università di Sapir in Israele, che introdurrà le proiezioni e Ariela Piattelli, giornalista freelance, specializzata in arte e cultura israeliana. «La kermesse Nuovo Cinema Israeliano, arrivata alla sua settima edizione, presenta lungometraggi e documentari, tra novità cinematografiche d’Israele e una serie di titoli per ripercorrere la storia della rassegna – dicono i curatori.- Si apre con il lungometraggio The Ballad of Weeping spring, di Benny Torati, che racconta tra toni nostalgici e melodie della musica tradizionale israeliana la storia dei componenti di una band leggendaria, l’Ensamble Turquoise, separati da una tragedia automobilistica, che si riuniscono per suonare in un emozionante concerto di addio a uno dei membri  del gruppo. Sempre tra i lungometraggi Room 514, film d’esordio low budget di Sharon Bar-Ziv, su una giovane investigatrice che si confronta con un ufficiale dell’esercito accusato di avere oltrepassato i limiti della sua autorità. Un omaggio dedicato a due registi, Michal Brezise e Oded Binnum, di cui saranno presentati due cortometraggi firmati a quattro mani. Il primo, Lost Paradise, che ha finora raccolto oltre cinquanta premi internazionali, è la storia di una coppia che passa una notte d’amore in un hotel. Quindi, Aya, la storia di un breve incontro tra due sconosciuti, che si trasforma in un viaggio verso Gerusalemme tra finzione e verità».

Cinque i documentari in rassegna: The Garden of Eden, capolavoro del grande documentarista israeliano Ran Tal, che ritrae, catturando la bellezza del ciclo delle stagioni e scoprendo storie umane personali e collettive, un anno di vita di Gan HaShlosha, uno dei più grandi e frequentati parchi in Israele; The flat di Arnon Goldfinger, storia di famiglia del regista, il quale decide di intraprendere un viaggio, dopo aver scoperto che i suoi nonni hanno mantenuto prima, ma anche dopo la Shoah, rapporti di stretta amicizia con una famiglia tedesca e forse persino nazista. Poi I Guardiani d’Israele – The Gatekeepers di Dror Moreh, un documentario cult, che ha fatto discutere, in cui sei ex capi dei servizi segreti israeliani raccontano per la prima volta la loro verità.
E poi è la danza contemporanea israeliana ad essere protagonista di Let’s dance di Gavriel Bibliovic che intervista i più celebri coreografi israeliani svelando il segreto del loro successo. Infine è ospite della rassegna Matteo Bellinelli con il suo Birobidzhan – La musica dell’anima, un documentario su “un’altra Terra Promessa”, nascosta nell’ultimo lembo dell’Estremo Oriente russo, in Birobidzhan, a lungo definita “la prima Israele”, dove Stalin, nel 1932, fondò l’omonima Repubblica Autonoma Ebraica.
A conclusione “Quelli che ho perso gli anni scorsi”, una sezione dedicata alla storia della rassegna, che ripropone commedie e documentari di registi israeliani.

Vedi programma per esteso sul sito del CDEC

Nuovo Cinema Israeliano 2014 –  7.a edizione
Programma

Calendario di incontri e proiezioni

Sabato 22 febbraio. Serata inaugurale

h 20.30 The Ballad of the Weeping Spring (105’)

Domenica 23

h 11.00 Conversazione tra Dan Muggia e Giorgio Mangini. Una storia familiare di persecuzione e salvezza. A seguire:

The Flat (97’)

h 16:00 Let’s Dance (50’)

h 17.00 Birobidzhan. La Musica dell’Anima (52’) (gentilmente concesso dalla Televisione Svizzera Italiana). A seguire: Terra Promessa? Conversazione con il regista Matteo Bellinelli della RSI e il giornalista Gabriele Eschenazi.

h 19.00 Proiezione riservata AcomeA SGR

h 21.15 The Garden of Eden (74’)

Lunedì 24

h 18.00 Lost Paradise + Aya (50’)

h 19.00 The Ballad of the Weeping Spring (105’). Replica

h 21.00 Room 514 (90’)

Martedì 25

h 16.30 The Flat (97’) Replica

h 18.30 Room 514 (90’) Replica

h 21.00 The Gatekeepers – I guardiani d’Israele(101’)

Mercoledì 26 “Quelli che …. ho perso gli anni scorsi”

h17.00 Watermarks (2008, 90’)

A seguire presentazione del libro: Nino Contini (1906-1944). Quel ragazzo in gamba di nostro padre. Diari dal confino e da Napoli liberata, a cura di Bruno e Leo Contini. Ne parlano Bruno Contini, Alessandra Minerbi e Michele Sarfatti.

h 21.00 Noodle (2009, 90’)

Giovedì 27 “Quelli che …. ho perso gli anni scorsi”

h 17.00 For My Father (2010, 100’)

La creatività cinematografica oggi e la sua specificità in una terra dai mille volti. Conversazione con Sara Ferrari, docente di letteratura e cinematografia israeliana e Ruggero Gabbai, regista.

h 21.00 A Matter of Size (2010, 90’)

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