di Davide Cucciati
Il 22 luglio 2026 gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno firmato un accordo trentennale per lo sviluppo del programma nucleare civile saudita. Ma la mancata chiarezza sulla necessità che i sauditi aderiscano agli Accordi di Abramo, così come i timori di un’Arabia con arma nucleare, lasciano molti interrogativi aperti.
USA
Antisemitismo: il 2025 l’anno con più morti nelle sette comunità ebraiche più grandi
di Maia Principe
Secondo un nuovo rapporto, nel 2025 sono stati registrati circa 23.000 episodi di antisemitismo nelle sette maggiori comunità della diaspora ebraica nel mondo, circa il 14% in meno rispetto al 2024. Si tratta della cifra più alta dal 1994, quando 85 persone, tra cui 67 ebrei, persero la vita nell’attentato all’AMIA in Argentina.
Gli aiuti a Israele dividono i Democratici. E Gerusalemme guarda già oltre
di Davide Cucciati
Il voto del 15 luglio mostra che il consenso bipartisan continua a essere abbastanza forte da garantire l’approvazione degli aiuti, ma non più abbastanza solido da considerarne immutabile la forma. Mentre Israele pensa a un modello per auto-finanziare i propri acquisti di armamenti americani.
Huqoq: USA e Israele uniscono le forze per preservare uno dei più importanti siti ebraici della Galilea
di Pietro Baragiola
Tra gli strumenti digitali previsti dal progetto è inclusa la realizzazione di un portale web dedicato alla sinagoga, una ricostruzione tridimensionale della struttura, documentari, materiali didattici e altri contenuti multimediali pensati per far conoscere questo luogo, ancora oggi ritenuto uno dei più importanti dell’ebraismo tardoantico.
Dall’inferenza al paradigma: dove il mondo ha sbagliato nell’interpretare il conflitto dal 7 ottobre
di Davide Cucciati
Nel dibattito seguito al 7 ottobre, è sembrato talvolta che il passaggio dall’indizio alla conclusione fosse quasi automatico. Alcune tesi hanno finito per trasformarsi in un paradigma interpretativo condiviso. Salvo poi dimostrarsi non corrette…
Sondaggio USA: Israele è centrale per gli over 45, per i giovani la tradizione ebraica
di Nina Prenda
Tra gli under 45, solo circa quattro su dieci indicano il sostegno a Israele come un aspetto centrale della propria identità ebraica, mentre quasi sette su dieci attribuiscono grande importanza alla celebrazione delle feste ebraiche.
“Gli americani si sono comportati da codardi”: l’analista Kobi Michael sul piano del Mossad per Ahmadinejad
di Davide Cucciati
In una trasmisisone su Radio 24, l’analista israeliano del Misgav Institute ha sostenuto che il piano prevedeva l’addestramento dei curdi in Iraq, blocctao poi dall’opposizione del presidente turco Erdogan, che avrebbe convinto Donald Trump a rinunciare all’operazione, inducendo successivamente la CIA a prendere le distanze dal piano.
Israele e Libano accelerano verso un’intesa: progressi nei colloqui di Roma
di Anna Balestrieri
Il punto centrale dei negoziati è la creazione di “zone pilota” nel Libano meridionale, dove l’esercito libanese dovrebbe assumere il controllo della sicurezza mentre Israele avvierebbe un ritiro graduale delle proprie forze. Parallelamente, il piano prevede il disarmo delle milizie presenti nell’area, in primo luogo Hezbollah.
Dopo il 7 ottobre, il ritorno alle radici: come Chabad è diventato il rifugio degli studenti ebrei nei campus americani
di Anna Balestrieri
Secondo Chabad on Campus International, nel solo 2024 oltre centomila studenti hanno preso parte ad almeno un’iniziativa organizzata dal movimento, il dato più elevato mai registrato. Oggi la rete conta più di 340 sedi distribuite tra Stati Uniti e Canada, con nuove aperture che proseguono a ritmo costante.
Dall’editoria all’impresa, il nuovo test imposto agli ebrei: condannare Israele per partecipare alla vita pubblica
di Anna Balestrieri
Due recenti episodi in Nord America riaccendono il dibattito sulla pressione esercitata sulle personalità ebree affinché prendano pubblicamente le distanze dallo Stato ebraico.
Lindsey Graham, il falco d’America che fece di Israele una causa personale
di Anna Balestrieri
Per oltre trent’anni, prima alla Camera e poi al Senato, il repubblicano della Carolina del Sud era stato una delle presenze più riconoscibili della politica estera americana: interventista, atlantista, convinto che la potenza degli Stati Uniti dovesse manifestarsi attraverso alleanze solide, deterrenza militare e disponibilità all’uso della forza. Fra tutte le alleanze coltivate da Graham, quella con Israele occupò un posto particolare, quasi identitario.
Gaza, Hamas scioglie il governo. Milshtein: “Mossa tattica. Israele ha sempre meno opzioni”
di Davide Cucciati
Interpellato da Mosaico, Michael Milshtein, colonnello in congedo, già responsabile del Dipartimento per gli Affari Palestinesi nell’intelligence militare israeliana e oggi direttore del Palestinian Studies Forum presso il Moshe Dayan Center dell’Università di Tel Aviv, invita a non sottovalutare l’annuncio, ma nemmeno a leggerlo come una vera svolta.














