Benny Gantz

Guerra in Ucraina: aumenta la pressione diplomatica su Israele

Mondo

di Francesco Paolo La Bionda
Martedì 18 ottobre il governo ucraino ha inviato a Israele una richiesta ufficiale chiedendo di inviargli sistemi di difesa aerea. Ma fin dall’inizio del conflitto, Israele si è trovata in una posizione difficile, dettata dalla necessità di mantenere relazioni funzionali sia con lo schieramento occidentale sia con i russi.

Israele vuole aprire campi di transito in Azerbaigian per gli ebrei russi

Mondo

di Francesco Paolo La Bionda
Tra gli interventi previsti c’è l’istituzione di punti di raccolta in Azerbaigian e Finlandia a cura dell’Agenzia Ebraica, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che collabora con il governo israeliano per aiutare gli ebrei di tutto il mondo a reinsediarsi in Israele. Nel paese caucasico, che ha eccellenti relazioni bilaterali con lo Stato Ebraico, tuttavia le parti coinvolte stanno mantenendo il riserbo.

Vladimir Putin (Wikimedia Commons, autore The Presidential Press and Information Office)

Russia, preoccupa l’avanzata della retorica antisemita nei mass media

Mondo

di Paolo Castellano
Poco dopo aver preso il potere 22 anni fa, il presidente russo Vladimir Putin aveva bandito le manifestazioni di aperto antisemitismo. Una scelta in controtendenza rispetto agli atteggiamenti dei suoi predecessori che lo avevano pressoché incoraggiato, tollerato o ignorato.

Aeroporto di Ben Gurion : la riapertura ai turisti è stata rimandata al 1 agosto

Sono 55.000 gli ebrei russi che si preparano a emigrare in Israele

Mondo

di Francesco Paolo La Bionda
Decine di migliaia di ebrei russi si apprestano a lasciare il paese alla volta di Israele. Secondo fonti riportate dal Jerusalem Post, ben 40.000 avrebbero già ottenuto il visto necessario per compiere l’aliyah, mentre altri 15.000 avrebbero già avviato le pratiche.

Russia rinvia decisione sull’Agenzia Ebraica, mentre i rabbini si impegnano a restare con le comunità e fanno appello alla pace

Mondo

di Anna Lesnevskaya
Mentre Vladimir Putin annuncia la parziale mobilitazione nazionale per far fronte alla controffensiva ucraina e mentre l’ex rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt, il quale ha lasciato la Russia dopo l’inizio dell’aggressione contro l’Ucraina, incoraggia tutti gli ebrei a fuggire dal Paese prima che cada di nuovo una cortina di ferro, le sorti dell’Agenzia ebraica in Russia, l’organizzazione che facilita l’Aliyah, rimangono appese a un filo.

Mosca minaccia di chiudere le associazioni ebraiche legate a Israele e USA

Mondo

di Paolo Castellano
Il 21 luglio la Russia ha chiesto la chiusura dell’Agenzia ebraica. La questione non è legale ma politica. Mosca non ha digerito le critiche di Israele e la condanna del presidente degli Stati Uniti Joe Biden dell’invasione dell’Ucraina. Per questo motivo la mossa del governo russo appare allora come una ritorsione nei confronti dello Stato ebraico.

La porta di Brandeburgo a Berlino

Rifugiati in Germania 5 mila ebrei ucraini fuggiti dalla guerra

Mondo

di Ilaria Ester Ramazzotti
Dallo scoppio della guerra in Ucraina, circa 5 mila ucraini di religione ebraica hanno raggiunto la Germania in qualità di rifugiati. Lo ha riferito questo mese al Jerusalem Post il commissario del governo federale per la vita ebraica in Germania e la lotta all’antisemitismo Felix Klein, intervenuto anche alla Conferenza dei rabbini europei svoltasi il primo di giugno a Monaco di Baviera.

Vladimir Putin (Wikimedia Commons, autore The Presidential Press and Information Office)

Russia-Israele, all’orizzonte una crisi diplomatica sulla Siria?

Israele

di Paolo Castellano
Secondo alcuni funzionari israeliani, Mosca avrebbe chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di votare una risoluzione che condanni i presunti attacchi all’aeroporto di Damasco, che è stato così gravemente danneggiato da interrompere il servizio per giorni.

Cimkjitero ebraico distrutto a Glukhov

In Ucraina la rinascita ebraica minacciata dalla guerra

Mondo

di Anna Lesnevskaya
L’attacco russo in Ucraina sta portando alla distruzione di molti luoghi ebraici, alcuni dei quali dovevano essere sviluppati o ricostruiti, per ridare vita alle comunità ebraiche. Lo racconta in esclusiva a Mosaico da Leopoli dove è rifugiato Eugeny Kotlyar, professore all’Accademia Statale del Design e delle Arti di Kharkiv.