di Davide Cucciati
Hamas accetterebbe di disarmare e di consegnare le mappe dettagliate dell’infrastruttura sotterranea, ottenendo in cambio “legittimazione internazionale” come forza politica. La stessa fonte sostiene che l’intesa includerebbe anche la possibilità, per componenti della leadership politica e militare che lo desiderino, di lasciare Gaza, con un impegno americano perché Israele non li colpisca in futuro. Mentre si parla di integrazione di alcuni ex funzionari nella nuova amministrazione.
Gaza
EAU e Bielorussia si uniscono al Consiglio di Pace di Trump; Francia, Norvegia e Regno Unito esprimono preoccupazioni
di Nina Prenda
Oltre agli Emirati Arabi Uniti e alla Bielorussia, l’offerta di Trump di aderire al Consiglio di Pace è stata finora accettata da Argentina, Ungheria, Kazakistan, Marocco e Vietnam. In forse Turchia e Cina, preoccupaizoni e indecisioni dai Paesi europei.
Trump ridisegna Gaza (senza Israele)
di Davide Cucciati
L’annuncio americano sulla governance del dopo guerra a Gaza ha già prodotto un attrito politico tra Washington e Gerusalemme. “Un completo fallimento diplomatico da parte del governo Netanyahu che spreca l’immenso coraggio e il sacrificio dei soldati e comandanti di Tzahal”, ha commentato Lapid.
Honduras: chi è Nasry Asfura, il nuovo presidente, palestinese e filoisraeliano
di Nathan Greppi
Leader del partito di destra, nipote di immigrati palestinesi cristiani, Nasry Asfura, entrerà ufficialmente in carica entro la fine del mese. Ha dimostrato una certa vicinanza a Israele, più del precedente governo di sinistra. Durante la visita in Israele con Netanyahu, pace, fratellanza e cooperazione, sono stati i temi al centro dell’incontro
Gli Stati Uniti lanciano la seconda fase del piano per Gaza: centrale il rilascio dell’ultimo ostaggio Ran Gvili
di Anna Balestrieri
Il passaggio più delicato della seconda fase è la smilitarizzazione di Hamas e delle altre organizzazioni armate. In seguito alla treguaè aumentato sensibilmente il flusso di aiuti umanitaridiretti alla popolazione civile. Resta centrale per Israele il recupero del corpo dell’ultimo ostaggio israeliano non ancora restituito, il sergente Ran Gvili.
«Nei tunnel ho pensato di morire»: David Cunio racconta l’inferno di Gaza
di Nina Deutsch
Dalla casa in fiamme di Nir Oz ai tunnel sotterranei di Hamas: l’ex ostaggio rompe il silenzio in una lunga intervista televisiva e parla di fame, torture psicologiche, pensieri suicidi e del ritorno difficile alla vita con le figlie gemelle.
Antonio Scurati e l’antisemitismo dell’experimentum Crucis
di Gherush92, Comitato per i Diritti Umani – NES Noi Ebrei Socialisti
L’articolo di Antonio Scurati, pubblicato su la Repubblica segna un ulteriore salto di qualità nell’antisemitismo colto che oggi circola negli ambienti intellettuali occidentali. Non l’odio urlato, non l’insulto gridato, ma la costruzione “scientifica” di un’accusa teologica “sperimentata”, ripetibile, universale.
Trump mette in guardia Netanyahu sulla Cisgiordania: divergenze USA–Israele tra violenza dei coloni e crisi dell’Autorità Palestinese
di Anna Balestrieri
Secondo un alto funzionario americano, le discussioni si sono svolte in un clima cordiale, ma Washington teme che l’instabilità in Cisgiordania possa compromettere sia la stabilizzazione di Gaza sia l’ampliamento degli Accordi di Abramo.
Sette milioni di beneficenza ad Hamas: incastrato Hannoun
Gli abusi sessuali a Gaza. Il racconto dell’ex-ostaggio Romi Gonen
di Nathan Greppi
La Gonen, che oggi ha 25 anni ed è stata rapita al Nova Music Festival quando ne aveva 23, ha raccontato come è stata portata nella Striscia di Gaza, spostata continuamente da una casa all’altra per poi essere tenuta prigioniera sottoterra.
Abu Mazen avrebbe celebrato il 7 ottobre: la leadership palestinese è davvero “moderata”?
di Davide Cucciati
Il giornalista israeliano Amit Segal ha rivelato che “secondo un estratto di un’intervista pubblicato da Zvi Yehezkely”, Mahmoud Abbas avrebbe definito il 7 ottobre “il giorno più grande della storia palestinese davanti a decine di persone”.
Uno studio rivela: i giornalisti uccisi a Gaza erano complici di Hamas
di Nathan Greppi
Secondo il Meir Amit Center, almeno 157 di loro (circa il 60% del totale) erano membri di gruppi terroristici o in qualche modo vicini ad essi: 104 erano legati a Hamas, 45 alla Jihad Islamica, e il resto ad altre formazioni quali le Brigate dei Martiri di al-Aqsa, al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, al Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e ai Comitati Popolari di Resistenza.














