Gaza

Antonio Scurati e l’antisemitismo dell’experimentum Crucis

Opinioni

di Gherush92, Comitato per i Diritti Umani – NES Noi Ebrei Socialisti
L’articolo di Antonio Scurati, pubblicato su la Repubblica segna un ulteriore salto di qualità nell’antisemitismo colto che oggi circola negli ambienti intellettuali occidentali. Non l’odio urlato, non l’insulto gridato, ma la costruzione “scientifica” di un’accusa teologica “sperimentata”, ripetibile, universale.

Mohammed Hannoun

Sette milioni di beneficenza ad Hamas: incastrato Hannoun

Italia
 di Anna Balestrieri 
Gli arresti di Genova sono il punto di svolta di una storia lunga anni, segnalata da analisti, centri di ricerca e media indipendenti ben prima dell’intervento della magistratura. Che oggi quelle ricostruzioni trovino riscontro nelle indagini, pone una domanda sul ritardo delle istituzioni e sulla selettività dell’attenzione mediatica.

Uno studio rivela: i giornalisti uccisi a Gaza erano complici di Hamas

Mondo

di Nathan Greppi
Secondo il Meir Amit Center, almeno 157 di loro (circa il 60% del totale) erano membri di gruppi terroristici o in qualche modo vicini ad essi: 104 erano legati a Hamas, 45 alla Jihad Islamica, e il resto ad altre formazioni quali le Brigate dei Martiri di al-Aqsa, al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, al Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e ai Comitati Popolari di Resistenza.

Papa Leone XIV mentre fa il suo discorso in Libano

Il viaggio di Leone XIV tra Turchia e Libano: non solo cronaca, ma un atto politico dove ogni parola pesa

Mondo

di Marina Gersony
Leone XIV ha trasformato un viaggio storico in un gesto di diplomazia e responsabilità morale. Sul Medio Oriente ha parlato per chi non viene ascoltato, ribadendo l’urgenza della soluzione dei due Stati e il rispetto del dolore umano. Già a settembre aveva affrontato con cautela termini come “genocidio”, dimostrando prudenza senza semplificazioni. Un esempio di mediazione concreta in un Medio Oriente lacerato, da leggere ben oltre le immagini.

Dall’inferno alla vita: il cammino di Alon Ohel

Israele

di Nina Deutsch
L’ex ostaggio racconta il suo rapimento, le torture e le molestie sessuali subite durante la prigionia. «Mangerai come un cane. Non sei una persona, sei un animale». Queste parole – crude, disumanizzanti – sono quelle che i suoi carcerieri gli rivolgevano ogni giorno. Parole che non giungevano da un nemico distante, ma da chi lo aveva catturato, strappandolo a una vita normale. E così, per più di due anni, Alon è stato ridotto a ciò che loro volevano: un oggetto, una presenza da annientare.