ebrei

Ebrei davanti alla mensa della JDC a Zaporizhzhya (allora Impero russo) nel 1921

La distruzione delle comunità ebraiche in Ucraina e dintorni (1918-1925): l’evento di Kesher

Kesher

di Anna Balestrieri
Volli ha sottolineato come l’ebraismo ucraino rappresenti un elemento cardine della storia ebraica europea, dato che la cosiddetta “zona di residenza” degli ebrei nell’Impero russo coincideva in gran parte con l’attuale Ucraina e regioni limitrofe. Volli ha ricordato che questa terra è stata patria di figure chiave della tradizione ebraica, dal Baal Shem Tov, a Lubavitch, da Golda Meir a Vladimir Jabotinsky e Lev Trotsky.

2024: un anno di addii a molte icone della cultura ebraica

Mondo

di Pietro Baragiola
Il 2024 volge al termine e vogliamo dedicare un momento in onore alle grandi icone ebraiche che sono scomparse quest’anno, lasciando al mondo intero un’eredità straordinaria in innumerevoli settori: dall’arte allo sport, alla politica.

 In Australia, l’odio per gli ebrei e Israele raggiunge nuove vette

Mondo

di Nathan Greppi
Secondo un documento pubblicato dall’Executive Council of Australian Jewry (ECAJ), principale istituzione ebraica del paese, tra l’ottobre 2023 e il settembre 2024 gli episodi di odio antiebraico in Australia sono aumentati del 316%. Tra i principali perpetratori, sono stati indicati estremisti sia di destra che di sinistra, oltre ad una considerevole componente di cittadini arabi e musulmani.

L’ultimo Hannukkah di Joe Biden alla Casa Bianca: “Mai perdere la speranza. Fate brillare la vostra luce”

Mondo

di Ludovica Iacovacci
Durante l’affollata cerimonia, Biden ha detto di aver visto il potere della speranza e dello spirito ottimista del popolo ebraico nella sua vita e in quella della nazione di Israele. “Mi hanno insegnato così tanto sullo spirito ottimista del popolo ebraico. Soprattutto, mi hanno insegnato una cosa: non possiamo mai perdere la speranza: speranza, speranza, speranza”.

In Romania, antisemiti e negazionisti rialzano la testa

Mondo

di Nathan Greppi
Al primo turno ha vinto con il 22,9% dei voti il candidato indipendente Călin Georgescu, noto per le sue posizioni putiniane e per essere un nostalgico di figure di spicco del fascismo rumeno dei tempi della Seconda Guerra Mondiale. Intervista a Oana Nestian-Sandu, direttrice del programma internazionale dell’Olga Lengyel Institute for Holocaust Studies and Human Rights.

“Grandi passi indietro nel dialogo ebraico-cristiano”: Papa Francesco inaugura il presepe palestinese con Gesù bambino avvolto in una kefiah

Eventi

di Pietro Baragiola
Sabato 7 dicembre Papa Francesco ha accolto le delegazioni dei donatori dell’annuale Albero di Natale e dei presepi per il Vaticano. Uno tra questi è stato presentato da diversi funzionari palestinesi e raffigura Gesù bambino sdraiato su una kefiah, la tradizionale sciarpa simbolo nazionale della Palestina. Per rendere omaggio a questo dono, il pontefice ha invitato tutti i credenti a “ricordare i fratelli e sorelle che, proprio lì (a Betlemme) e in altre parti del mondo, soffrono per le tragedie della guerra”.

L’Occidente e Israele, un rapporto compromesso?

Libri

di Nathan Greppi
Subito dopo i fatti del 7 ottobre, la solidarietà nei confronti delle vittime israeliane è stata in breve tempo rimpiazzata da un’ostilità diffusa nei confronti dello Stato Ebraico, additato da ampi settori delle società occidentali come il principale responsabile dei problemi in Medio Oriente.

Hai un cognome ebraico o israeliano? In Usa è più difficile trovare lavoro. Lo rivela un sondaggio dell’ADL

Mondo

di Redazione
Lo studio ha rilevato che le persone in cerca di lavoro con nomi che “suonano” ebraici e curriculum che “segnalano” un probabile background ebraico devono inviare il 24,2% in più di richieste ai potenziali datori di lavoro per ottenere un numero uguale di risposte positive rispetto ai non ebrei. Per gli israeliani, il numero è più alto, con il 39% di richieste in più per ricevere lo stesso numero di risposte.