ebrei

Dall’Egitto a Milano: in un palazzo rivive la comunità perduta

Libri

di Nathan Greppi
C’è Odette, il cui cuore si è spezzato il giorno in cui il suo promesso sposo non si è presentato in sinagoga; c’è Rachel, che organizza periodicamente rinfreschi e partite di canasta con le amiche che come lei hanno lasciato l’Egitto; c’è Babette, la cui sorella è emigrata in Brasile per aiutare la figlia sposata con un uomo dipendente dal gioco d’azzardo; e c’è Jacqueline, che in Egitto abitava in una villa lussuosa ma in Italia si è ritrovata a vivere in un piccolo appartamento.

 

Susan Sarandon

Venezia: le falsità di Susan Sarandon su Israele e Gaza

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
In una manifestazione propal a New York il 17 novembre 2023, l’attrice aveva dichiarato che coloro i quali erano vittime di antisemitismo negli Stati Uniti  “stanno avendo un assaggio di cosa significhi essere musulmani in questo paese”. E poi ha negato gli stupri sulle donne israeliane avvenuti il 7 ottobre, definendoli “un mito”, e ha giustificato Hamas quando ha respinto delle proposte di cessate il fuoco, sostenendo che quelli proposti sarebbero stati degli “accordi tremendi”.

Nelle scuole palestinesi bambini vestiti da terroristi

Il 7 ottobre diventa un esercizio di matematica: i compiti dei bambini nelle scuole dell’Autorità Palestinese

Mondo
di Michele Di Benedetti
«Inventa un problema di matematica basato sulla guerra a Gaza, usando 9 × 150». È questa la consegna assegnata, secondo un nuovo rapporto di Palestinian Media Watch, a bambini di terza elementare in una scuola amministrata dall’Autorità Palestinese in Giudea e Samaria, appena una settimana dopo il massacro del 7 ottobre 2023.
I bambini avevano circa nove anni. E nelle loro risposte la guerra è diventata un esercizio di moltiplicazione: 150 morti israeliani al giorno per nove giorni, 150 razzi lanciati ogni ora per nove ore, oppure 150 combattenti inviati in ciascuno di nove insediamenti israeliani. In tutti i casi, il risultato matematico era 1.350.
La vicenda è contenuta nel rapporto How Palestinian Authority Schools Celebrated October 7, pubblicato il 25 agosto 2026 da Palestinian Media Watch, organizzazione che da anni monitora i contenuti dell’educazione palestinese. Il Jerusalem Post ha riferito di aver verificato indipendentemente il materiale relativo ai compiti.

«Quanti israeliani sono stati uccisi in nove giorni?»

Il caso riguarda la Al-Kuwait Primary Mixed School, una scuola elementare mista amministrata dall’Autorità Palestinese. Secondo il Jerusalem Post, l’insegnante chiese agli alunni di formulare problemi matematici utilizzando la moltiplicazione 9 × 150 e collegandoli alla guerra appena iniziata a Gaza.
Tra gli esempi riportati da PMW figura il problema: «Almeno 150 israeliani sono stati uccisi in un giorno. Qual è il numero degli uccisi in nove giorni?»
Un altro bambino scrisse: «Le Brigate al-Qassam hanno inviato 150 combattenti del jihad in ciascuno dei nove insediamenti in Israele. Quanti combattenti del jihad sono entrati negli insediamenti?»
Un terzo esercizio trasformava invece il lancio di razzi in un’operazione matematica: 150 razzi all’ora per nove ore. Un altro ancora calcolava quanti razzi sarebbero stati lanciati in nove giorni partendo da 150 al giorno.
Il dato matematico, naturalmente, è sempre lo stesso: 9 × 150 = 1.350. Ma a cambiare è il contesto: morti, razzi e combattenti vengono utilizzati come materiale didattico per bambini di nove anni.

Non solo i testi: anche le risposte dell’insegnante

Compito premiato dall’insegnante
È questo uno degli aspetti più controversi della vicenda. Secondo il materiale esaminato dal Jerusalem Post, le risposte degli alunni non si sarebbero limitate a essere lasciate sul quaderno: gli insegnanti avrebbero scritto commenti di approvazione accanto ad alcuni degli esercizi più esplicitamente legati al martirio.
In un esercizio che chiedeva di calcolare quanti bambini sarebbero morti in nove giorni partendo dalla cifra di 150 «martiri» al giorno, l’insegnante avrebbe scritto: «Che Allah ti protegga! Meraviglioso! Misericordia e pace ai martiri di Gaza».
Accanto a un altro compito compare invece, secondo il Jerusalem Post, un elogio rivolto all’alunno e un riferimento alla misericordia per i «martiri».
Secondo PMW, alcuni dei lavori furono inoltre selezionati dalla scuola e pubblicati sui suoi canali social. Il materiale fotografico riprodotto nel rapporto mostra i quaderni degli alunni con i problemi, le soluzioni e le annotazioni degli insegnanti.

Le assemblee scolastiche: poesie e celebrazioni del 7 ottobre

Il rapporto di PMW non si limita alla matematica. I ricercatori hanno raccolto undici esempi di assemblee, letture e attività scolastiche nelle quali bambini e ragazzi avrebbero recitato testi dedicati al 7 ottobre.
In uno degli esempi, una studentessa della Kharas Girls’ Elementary School avrebbe descritto il 7 ottobre come un giorno di gioia e orgoglio, affermando che «non avremmo mai immaginato tale orgoglio» e definendo le emozioni provate quel giorno come indescrivibili. L’intervento risale al 12 ottobre 2023.
In un’altra scuola, secondo il rapporto, una studentessa avrebbe recitato un testo che descriveva ottobre come «mese del sangue» e conteneva riferimenti alla morte e alle parti del corpo dei soldati israeliani. Altri testi celebravano i combattenti di Gaza, il «martirio» e la lotta armata.
Il Jerusalem Post ha riferito che le celebrazioni furono documentate attraverso i social media delle stesse scuole e ha verificato diversi dei materiali presentati da PMW.

Un problema che va oltre il 7 ottobre

La questione si inserisce in una controversia molto più ampia sui libri di testo e sui materiali didattici dell’Autorità Palestinese.
L’Unione Europea ha chiesto da anni che il sistema educativo palestinese venga riformato in conformità con gli standard UNESCO, eliminando contenuti antisemiti, incitamento alla violenza e glorificazione del terrorismo. Nel 2024 l’Autorità Palestinese si è impegnata con l’UE a procedere con una riforma dell’istruzione e dei libri di testo.
La Commissione europea ha successivamente dichiarato che il processo di revisione dei libri è in corso e che nuovi materiali per le classi dalla prima alla quarta avrebbero dovuto essere introdotti a partire dall’anno scolastico 2025-26. Nell’aprile 2026 la Commissione ha confermato che l’Autorità Palestinese aveva pubblicato nell’ottobre 2025 nuovi pacchetti didattici per le classi 1-4, ancora sottoposti a valutazione.
Ma le valutazioni indipendenti restano molto critiche. Un’analisi di IMPACT-se sul curriculum palestinese 2025-26, che ha esaminato 290 libri di testo e 71 guide per insegnanti, sostiene che molti contenuti problematici siano rimasti sostanzialmente invariati, inclusi riferimenti alla violenza, al martirio e alla lotta armata.
Anche la Government Accountability Office statunitense ha sottolineato nel gennaio 2026 che i bambini palestinesi frequentano scuole dell’UNRWA che utilizzano libri di testo dell’Autorità Palestinese e che le preoccupazioni sui contenuti problematici dei materiali didattici sono aumentate dopo il 7 ottobre.

La promessa della riforma

È proprio qui che il caso dei compiti di matematica assume una rilevanza politica più ampia. Non si tratta soltanto di stabilire che cosa sia stato scritto su alcuni quaderni nel 2023, ma di chiedersi quanto sia effettivamente cambiato il sistema educativo palestinese.
Da una parte, l’Autorità Palestinese ha formalmente avviato un processo di riforma sostenuto anche dall’Unione Europea. Dall’altra, i rapporti indipendenti continuano a documentare materiali e attività scolastiche considerati incompatibili con gli obiettivi dichiarati di educazione alla pace e alla tolleranza.
La domanda diventa quindi particolarmente rilevante alla luce di qualsiasi futuro ruolo dell’Autorità Palestinese nella gestione della Striscia di Gaza: quale sistema educativo verrebbe trasferito a una nuova generazione di bambini?
Il caso della Al-Kuwait Primary Mixed School offre una risposta inquietante, almeno per quanto riguarda quell’istituto e quei materiali: a pochi giorni dal 7 ottobre, la strage era già entrata in classe, trasformata in un problema di matematica per bambini di nove anni.
Il dato va tuttavia circoscritto: gli esempi documentati da PMW non dimostrano che ogni scuola palestinese, ogni insegnante o ogni bambino condivida questo atteggiamento. Dimostrano invece che episodi di questo tipo sono avvenuti in scuole dell’Autorità Palestinese e che alcuni di essi sono stati pubblicamente documentati dalle stesse istituzioni scolastiche. È su questa distinzione che si misura la credibilità di qualsiasi futura promessa di riforma.

L’AfD sfonda in Germania. E ora la domanda è: quanto è credibile la sua pretesa di difendere gli ebrei?

Mondo

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Il trionfo del partito di estrema destra tedesco in Sassonia-Anhalt riapre una domanda scomoda. Tra le dichiarazioni di alcuni suoi esponenti, il revisionismo della memoria e le posizioni sulla Shoah, emergono contraddizioni che mettono alla prova quella pretesa. E arrivano le prime reazioni a caldo della Comunità ebraica. Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania è «personalmente sconvolto» dal risultato

Gece 2026. Il concetto di Dio dell’amore e il Dio di giustizia e le sue distorsioni

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Una delle calunnie più antiche e insidiose che fondano l’antisemitismo nel mondo cristiano è quella per cui l’ebraismo sarebbe incapace d’amore perché la divinità in cui esso crede, quella che agisce nell’ “Antico Testamento” sarebbe un Dio crudele, vendicativo, violento, legalista, a sua volta incapace d’amore. Di questo hanno parlato in un panel moderato da Paolo Salom, rav Alfonso Arbib, Lucetta Scaraffia e Gadi Luzzatto Voghera.

 

Messaggi social contro ebrei

“The Campaign”: il documentario che indaga sulla guerra della disinformazione dopo il 7 ottobre

Personaggi e Storie

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scuola ebraica in germania

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Mondo

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