Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il Netziv (Naftali Zvi Yehuda Berlin, 1816–1893, decano della yeshiva a Volozhin) fece l’astuta osservazione che Isacco e Rebecca sembrano soffrire di una mancanza di comunicazione. Ha notato che la “relazione di Rebecca con Isacco non era la stessa di quella tra Sara e Abramo o Rachele e Giacobbe.
ebraismo
Affetto, abbraccio, relazioni al tempo della pandemia
di Veronica Harari
PSICOLOGIA ED EBRAISMO/
L’importanza dell’altro. “Kol Yisrael Arevim Zeh BaZeh” tutto Israele è garante l’uno per l’altro. Il parere di una psicoterapeuta
I segreti di Bob Dylan: cambiò il suo nome a causa dell’antisemitismo
di Roberto Zadik
Una delle star più affascinanti ed enigmatiche del Novecento è sicuramente “Il menestrello di Duluth” Robert Allen Zimmerman noto come Bob Dylan. Un nome decisamente americano e per nulla ebraico, per una identità estremamente sentita ma non esibita.
Parashat Lech Lechà. Comunicare con D-o è anche pensare in ogni momento a come servirLo
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quando abbiamo qualcuno nella nostra mente e ci preoccupiamo di soddisfare i desideri di quella persona, ciò equivale a una sorta di “comunicazione”, al punto in cui possiamo dire, in un certo senso, di parlare a quell’individuo.
“Da Mosè a Mosè (Maimonide)”. L’etica ebraica dalla Torah alla filosofia
di Roberto Zadik
L’ebraismo ha un legame molto stretto con la morale e, accanto alla fede, fondamentali sono la riflessione etica e interiore sul comportamento e il miglioramento di sé, verso D-o e il prossimo. Di Legge ebraica ed etica ha parlato Mino Chamla in un incontro promosso dall’Assessorato alla Cultura della Comunità milanese
Parashat Bereshit. Come Adamo fece con Eva, dobbiamo “addormentare” lo sguardo sui difetti degli altri
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Per creare relazioni di successo, a volte abbiamo bisogno di “dormire”, di chiudere gli occhi e distogliere la nostra attenzione dai difetti delle persone. Quindi, proprio come Adamo si è svegliato e ha trovato Chava attraente, saremo in grado di rispettarci, ammirarci e amarci l’un l’altro.
Parashat Vezot Haberachà. L’incompletezza della vita di Mosè ci ricorda che l’ebraismo è l’espressione suprema della fede come tempo futuro
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La narrazione biblica non ha alcun senso di fine perché cerca costantemente di dirci che non abbiamo ancora completato il compito. Ciò resta da ottenere in un futuro in cui crediamo ma che non vivremo per vedere. Lo intravediamo da lontano, come Mosè vide la terra santa dall’altra parte del Giordano.
Nasce “My Jewish Italy”, un’app alla (ri)scoperta dell’ebraismo italiano
di Michael Soncin
Promuovere il turismo, presentando il mondo ebraico nella cultura, nell’alimentazione e nell’arte: questo è l’obiettivo dell’app My Jewish Italy, ideata da Jacqueline Fellus, assessore Ucei, relizzata in collaborazione con l’ARI e la FBCE Fondazione Beni Culturali Ebraici, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Parashat Succot. Leggere Kohelet ci ricorda l’importanza delle cose semplici
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Di tutte le feste Succot è sicuramente quella che parla più energicamente al nostro tempo. Il Kohelet* (Ecclesiaste, che leggiamo a Succot) potrebbe quasi essere stato scritto nel ventunesimo secolo.
Parashat Ha’azinu. Che gli insegnamenti vengano assorbiti come pioggia
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nella sua introduzione al poema di Ha’azinu, Moshe proclama: “Ya’arof ka-matar likchi” – “Possa il mio insegnamento riversarsi come pioggia” (32:2). Il semplice significato di questa analogia è che Moshe spera che le sue parole pronunciate in questa poesia saranno efficaci nel produrre il risultato desiderato.
Parashot Nitzavim e Vayelech
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il Ramban spiega notoriamente che il “la mitzvà” di cui parla Moshe nella Parasht Nitzavim è l’obbligo di teshuva (pentimento), in cui Moshe aveva previsto il tempo in cui Benei Yisrael sarebbe stato esiliato a causa dei loro peccati, e poi pentito.
GECE 2020: storia ed ebraismo, tra passato e futuro. Il video
di Nathan Greppi
Uno dei moduli del pomeriggio della GECE era quello che ha visto Rav Spagnoletto parlare del Sofer, seguito da Rav Arbib e Claudio Vercelli, che sono intervenuti sul rapporto fra ebraismo e secolarizzazione.












