di R.I.
Dopo avere già subito un blocco del profilo sulla piattaforma social (aveva pubblicato un documento originale sull’alleanza fra il Gran Muftì e Hitler), il direttore del Museo denuncia la sospensione dell’account social a pochi giorni dal 25 Aprile. E denuncia il clima di crescente intolleranza antiebraica.
Davide Romano
Corteo del 25 Aprile: la Brigata Ebraica presenta le modalità di partecipazione
di R.I.
Per la prima volta, la comunità iraniana in Italia — rappresentata dall’Associazione Italia-Iran, la più importante e rappresentativa associazione di iraniani nel nostro paese — marcerà fianco a fianco con la Brigata Ebraica, insieme alle ormai tradizionali presenze di cittadini ucraini, venezuelani, georgiani e russi contro Putin.
Il 25 aprile, la Brigata Ebraica e gli ebrei oggi: intervista a Davide Romano
di Ester Moscati
Anche se è Shabbat e quindi la Comunità come istituzione ebraica non partecipa, la delegazione della Brigata ebraica sfilerà insieme agli ucraini e agli expat iraniani contrari al regime degli Ayatollah. Qual è il senso di questa partecipazione, oggi che la celebrazione della Liberazione è completamente stravolta da elementi violenti nel corteo? Lo abbiamo chiesto al direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano
Il profilo rimosso di Davide Romano e la lezione dei social
di Davide Cucciati
Il 13 marzo 2026 è stato reso noto che Meta ha rimosso il profilo personale Facebook di Romano dopo la pubblicazione di un contenuto che riportava un telegramma storico inviato da Heinrich Himmler al Gran Muftì di Gerusalemme Amin al-Husseini. Segnalazioni organizzate?
Corteo 25 aprile: la Brigata Ebraica sfilerà anche con una rappresentanza iraniana
di Ilaria Myr
L’anno scorso aveva sfilato anche la comunità ucraina con le bandiere che ricordano gli ebrei volontari che vennero dalla terra di Israele per liberare l’Europa. Una presenza, quella per la Brigata ebraica, che dal 2004 è diventata una presenza ormai accettata e condivisa.
25 aprile: la Brigata ebraica in corteo senza le bandiere NATO. Recepito l’appello dell’ANPI Milano
di Paolo Castellano
In questo articolo riportiamo il confronto tra Roberto Cenati, presidente ANPI Milano e provincia, e Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, in merito alle prossime e imminenti celebrazioni del 25 aprile.
Sesto San Giovanni: accuse sui candidati fra destra e sinistra. La loro risposta all’assessore CEM Davide Romano
di Redazione
Polemiche politiche e reciproche accuse: “Sei fascista!” “Sei antisionista!” E la Comunità ebraica ha nemici in entrambi gli schieramenti
Conoscere l’altro per una convivenza civile e contro il radicalismo
di Ilaria Myr
Presentato il progetto lombardo di promozione del pluralismo religioso nelle carceri sostenutO dalla Fondazione Cariplo e promosso da: Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, Università degli Studi di Milano, Comunità Ebraica di Milano, Arcidiocesi di Milano, Coreis, Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, Caritas Ambrosiana e Istituto Studi di Buddismo Tibetano di Milano Ghe Pel Ling.
Grazie a CEM, Curia e Coreis parte il progetto di prevenzione del terrorismo nelle carceri. Davide Romano: “Ce l’abbiamo fatta”

Dopo qualche anno di gestazione, diventa finalmente realtà il progetto di prevenzione del terrorismo a partire dalle carceri, fortemente voluto dall’assessore alla cultura della Comunità ebraica Davide Romano, insieme alla Curia e a Coreis. Fondamentale è il contributo della Fondazione Cariplo, che stanzierà i fondi per retribuire le persone che daranno il corso.
L’iniziativa parte da un dato di fatto ormai tristemente noto: tantissimi terroristi islamici entrano in carcere come criminali (laici) comuni, per poi radicalizzarsi e uscirne da jihadisti. Tutti i tecnici del settore hanno registrato questo dato, ma la politica è molto in ritardo e troppo poco si è fatto da parte delle istituzioni in termini di prevenzione.
“Questo è un tema che chi mi conosce sa bene essere una mia priorità da anni – dichiara Davide Romano -. Per questo da quando sono assessore alla Cultura (un paio d’anni) stiamo lavorando come Comunità Ebraica di Milano insieme alla Curia e il Coreis di Milano per entrare nelle carceri con dei corsi dedicati alla diversità e alla tolleranza reciproca. L’anno scorso il corso lo abbiamo tenuto solo agli agenti di custodia, grazie agli interventi di Rav Davide Sciunnach quest’anno finalmente arriveremo ai detenuti. Un esempio che dalla Lombardia potrebbe un domani essere preso a modello nazionale. Nel frattempo accontentiamoci del successo lombardo”.
L’appuntamento per la presentazione del progetto è giovedì 30 marzo 2017, ore 17.30, Sala Polivalente “Francesco Di Cataldo”, Casa Circondariale Milano San Vittore – Piazza Filangieri 2.
E’ necessario preiscriversi all’evento inviando i nominativi alla mail
educazionepluralismoip@gmail.com entro il giorno 27 marzo pv














