di Maia Principe
L’ex ostaggio, sopravvissuta a 471 giorni di prigionia nelle mani di Hamas, non nasconde il suo dolore di fronte a quello che considera un tradimento del premier britannico. “In qualità di cittadina britannica e israeliana, ed ex ostaggio di Hamas, sono profondamente rattristata dalla decisione del Primo Ministro”.
7 ottobre 2023
Per la prima volta la Lega Araba all’Onu condanna i massacri del 7 ottobre e chiede il disarmo di Hamas
di Maia Principe
La dichiarazione, firmata anche dall’UE e da oltre una dozzina di paesi, esorta il gruppo terroristico a rinunciare al controllo di Gaza e a liberare gli ostaggi; invita Israele a porre fine alla guerra, a riconoscere lo Stato palestinese e il “diritto al ritorno”.
“Tutto era mirato a spezzarci”. Dopo 246 giorni nell’inferno, l’ostaggio Shlomi Ziv racconta la prigionia a Gaza
di Pietro Baragiola
Domenica 27 luglio 300 persone si sono riunite a Kfar Yehoshua ad ascoltare l’ex ostaggio che, per la prima volta dalla sua liberazione (avvenuta grazie a un’operazione dell’esercito l’8 giugno 2024), ha deciso di raccontare la propria storia al pubblico grazie all’iniziativa “Stories that Bind Us”. “Ci davano una pita al giorno e ci mostravano i filmati degli attacchi contro Israele e l’IDF” ha dichiarato.
Dai caschi da guerra ai simboli di speranza: l’arte che resiste all’odio. E i giovani artisti protagonisti di un cambiamento
di Marina Gersony
Molti degli artisti coinvolti non toccano un pennello dal 7 ottobre. Ma adesso, per loro, dipingere i caschi diventa un atto di guarigione. Un modo per elaborare il trauma, per trasformare il dolore in espressione, per trovare – tra i colpi del cuore – una strada verso la luce.
“Stupro come arma di guerra”: il nuovo report che inchioda Hamas per violenze sessuali sistematiche
di Anna Balestrieri
Attenzione: prima di procedere con la lettura del seguente articolo, è importante avvertire il lettore della natura estremamente impressionante e sconvolgente del suo contenuto, che potrebbe urtare la sensibilità di alcuni lettori. Un nuovo rapporto redatto dal Dinah Project documenta in modo dettagliato e scioccante l’uso della violenza sessuale da parte di Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023.
Cinque soldati israeliani uccisi e 14 feriti in un’operazione a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza
di Anna Balestrieri
Cinque soldati israeliani sono rimasti uccisi e altri quattordici feriti lunedì sera durante un’operazione dell’IDF nella zona di Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza. “Erano ragazzi di valore, tutti haredi. Spesso non hanno il sostegno delle loro famiglie, ma dimostrano una dedizione incredibile. Meritano rispetto e il pieno supporto della società”
Verso una tregua a Gaza? Segnali di apertura tra Hamas, Israele e Stati Uniti
di Anna Balestrieri
La proposta di tregua prevede: lo scambio di prigionieri (10 ostaggi vivi e18 corpi in cambio di terroristi palestinesi); ritiro dell’IDF alle posizioni precedenti al 2 marzo; ripristino del meccanismo ONU per gli aiuti umanitari; impegno a proseguire i negoziati anche nel caso in cui non si arrivi subito a un’intesa complessiva sulla fine della guerra.
“We Will Dance Again” vince l’Emmy 2025 come Outstanding Current Affairs Documentary
di Pietro Baragiola
Giovedì 26 giugno il documentario sul massacro al Nova Music Festival ha vinto il titolo di Outstanding Current Affairs Documentary alla 46° edizione degli Emmy Awards per i migliori documentari, cerimonia che ha avuto luogo nel prestigioso Palladium Times Square di New York.
“Hostage”, l’autobiografia dell’ex ostaggio Eli Sharabi, vince il Golden Book Award
di Pietro Baragiola
Il libro, Hostage, in cui racconta la sua esperienza di prigioniero a Gaza, ha ricevuto il premio per aver battuto il record israeliano per il maggior numero di copie vendute in poco tempo. Pubblicato dalla Sella Meir Publishing House, il libro è stato scritto in due mesi ed è il primo ad essere pubblicato da un ex ostaggio di Hamas.
Vite e storie di un paese multiforme
di Nathan Greppi
Nonostante le sue sfaccettature, dopo il 7 ottobre ha iniziato a prevalere nell’immaginario collettivo una percezione piatta e superficiale dello Stato Ebraico, che rifiuta la complessità e inquina il dibattito pubblico. Una percezione alla quale ha cercato di opporsi il giornalista David Parenzo, il quale ha dedicato a questo argomento il suo ultimo libro, Lo Scandalo Israele.
Due ostaggi israeliani uccisi il 7 ottobre: recuperati i corpi a Khan Younis
di Anna Balestrieri
Uno dei corpi identificati è quello di Yair Yaakov, 59 anni, rapito da casa sua nel kibbutz Nir Oz e assassinato da membri del gruppo estremista Jihad Islamica Palestinese durante l’assalto. Il secondo corpo appartiene anch’esso a un abitante di Nir Oz, anch’egli rapito e ucciso nella stessa giornata; il nome sarà reso pubblico successivamente.
Israele oltre i 600 giorni: tra conflitto, critica e responsabilità condivisa
di Davide Servi
L’evento, promosso dall’Associazione Italia Israele di Milano, in collaborazione con Lech Lechà e con il patrocinio dell’Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme, ha voluto offrire non solo una fotografia della crisi, ma anche uno spazio di riflessione critica e costruttiva su ciò che Israele, la sua diaspora e la comunità internazionale possono e devono ancora fare.













