“Moishe Badhan”, “Noga” e “What Is to Come”: le anteprime israeliane al Tribeca Film Festival 2026

Spettacolo

di Pietro Baragiola
Tra i progetti inseriti nella programmazione di quest’anno spiccano anche tre coproduzioni israeliane selezionate per la prima mondiale. Un segnale significativo della vitalità del cinema israeliano, anche in un contesto segnato da forti tensioni politiche e culturali. (Nella foto un frame di “What is to come”)

Il Tribeca Film Festival accende i riflettori sull’edizione 2026, in programma dal 3 al 14 giugno, che presenterà un numero record di 103 anteprime e coinvolgerà ben 143 registi provenienti da 44 Paesi.

Tra i progetti inseriti nella programmazione di quest’anno spiccano anche tre coproduzioni israeliane selezionate per la prima mondiale. Un segnale significativo della vitalità del cinema israeliano, anche in un contesto segnato da forti tensioni politiche e culturali.

“Il Tribeca Film Festival è nato 25 anni fa come un atto di guarigione e riteniamo che oggi quella missione sia più urgente che mai” ha affermato Jane Rosenthal, produttrice cinematografica ebrea americana e co-fondatrice dell’evento insieme a Robert De Niro e Craig Hatkoff. “Il programma di quest’anno include storie che ci fanno pensare, ridere, piangere e chiederci perché. Un repertorio dedicato alle diverse prospettive degli artisti in gara.”

I progetti israeliani

La prima pellicola israeliana che vedrà il suo debutto nella nuova edizione del festival è la commedia Moishe Badhan (or The Tale of a Wedding Entertainer), presentata nella sezione Viewpoints.

Diretto da Gidi Dar e scritto da Shuli Rand, questo film racconta le vicende di Moishe, un celebre intrattenitore di matrimoni di Gerusalemme oggi caduto in disgrazia a causa dell’alcolismo.

Quando la figlia trentunenne riceve una proposta di matrimonio, Moishe si trova a dover cercare disperatamente 20mila dollari per le nozze finché, dopo una serie di fallimenti, un’occasione inattesa gli offrirà la possibilità non solo di ottenere il denaro ma anche di tornare sul palco e riconquistare la propria dignità.

Il progetto, che avrà la sua prima il 4 giugno, segna una nuova collaborazione tra Rand e Dar, già insieme in Ushpizin, e vede nel cast Tal Friedman, Arye Cherner, Michal Yannai e il comico americano Elon Gold, anche produttore esecutivo del progetto.

Tra i titoli più attesi al Tribeca figura anche What Is to Come, inserito nella International Narrative Competition.

Il film, diretto da Ruthy Pribar, racconta la storia di Yehudit e Michael, una coppia di agricoltori sessantenni travolta da una crisi economica che li porta a progettare il suicidio. All’ultimo momento Yehudit cambia idea, ma per il marito è troppo tardi.

Rimasta sola dopo quarant’anni, la donna dovrà confrontarsi con senso di colpa, paura e debiti crescenti che la porteranno a fuggire a Eilat, dove proverà a ricostruire la propria vita.

“Il nostro film è nato in un periodo di grande dolore e incertezza e racconta la possibilità di un nuovo inizio” ha spiegato Pribar al Jerusalem Post. “Sono felice e orgogliosa di poterlo presentare al pubblico e credo che la sua umanità riuscirà a raggiungere il cuore degli spettatori”.

Nel cast vi sono Ronit Yudkevitz, Yaakov Zada Daniel e Tovit Adis Semay che parteciperanno alla prima mondiale prevista per l’8 giugno.

Per Pribar questo segna un ritorno al Tribeca dopo il successo nel 2020 con il film Asia, che aveva conquistato ben tre premi tra cui il Nora Ephron Prize e il riconoscimento per la migliore attrice a Shira Haas.

“Rispetto a qualche anno fa, oggi partecipare a un festival internazionale è diventato una soglia molto alta per il cinema israeliano” ha aggiunto Pribar. “Speriamo che questa proiezione segni l’inizio di un cambiamento.”

Il documentario su Noga Erez

A completare la presenza israeliana è il documentario Noga, dedicato alla cantante Noga Erez e diretto da Jono e Benji Bergmann.

Affrontando di petto le ripercussioni del conflitto tra Israele e Hamas, questo progetto esplora il percorso artistico di Noga che si trovava sulla soglia del successo internazionale proprio allo scoppio della guerra. Qui la cantante si interrogherà su cosa significhi essere una musicista israeliana in momenti di crisi, arrivando a ridefinire il proprio ruolo su un palcoscenico globale.

Erez in questi giorni si sta esibendo al Coachella, scrivendo la storia come la prima artista israeliana a salire sul palco del celebre festival californiano ed ergendosi a rappresentante di una nuova generazione di musicisti capaci di muoversi tra identità locale e pubblico internazionale.

“Ci sono volute forze che non sapevo di avere per arrivare fin qui” ha affermato Noga sul palco, davanti agli applausi del pubblico.

Il 7 giugno la cantante sarà a New York per assistere alla prima del documentario al Tribeca, a cui seguirà un suo duetto insieme al partner di musica e di vita Ori Rousso.

Il Tribeca Film Festival 2026 è pronto dunque ad accogliere tre opere israeliane diverse per linguaggio e tono ma unite da un filo comune: raccontare la trasformazione personale, artistica e collettiva durante la crisi, cercando ancora una volta di dare senso al presente.