L’arte rubata

Spettacolo

Due esposizioni a Gerusalemme. Il Museo Nazionale israeliano di Gerusalemme ha aperto recentemente due esposizioni derivate da un tragico contesto: si tratta infatti di opere ed oggetti d’arte sottratti ai collezionisti ebrei durante il regime nazista, e mai reclamate dai proprietari, spesso vittime dell’Olocausto e della guerra.

Tra le opere in mostra vi sono dipinti artisti del calibro di Matisse, Monet, Seraut, Delacroix, e persino uno Schiele valutato diversi milioni di dollari, che forse saranno in grado di riportare alla luce la drammatica storia dei loro antichi proprietari, i cui eredi sono autorizzati a riconoscere le opere di famiglie ed a reclamarle, poiché il desiderio del museo è proprio quello di poter chiudere almeno in parte questo drammatico capitolo della storia dell’arte.

Infatti, secondo gli esperti, le opere d’arte sottratte dai nazisti, mai reclamate e rimaste in possesso di musei nazionali e collezioni private, sono stimate tra le 250mila e le 600mila.

Il percorso espositivo si divide in due sezioni. La prima, Looking for owners consiste in 53 dipinti realizzati da grandi artisti e provenienti dalla Francia, in gran parte acquistate da gerarchi nazisti, tra cui Von Ribbentrop, le cui possibilità di ritrovare i proprietari dopo oltre 60 anni sono davvero molto rare.

La seconda sezione, “Arte Orfana”, consiste in opere d’arte di firme meno note, oggetti caratteristici dell’arte ebraica, ma anche libri di scuola, argenteria, e schizzi di artisti “proibiti”, come Chagall e Oppenheim, 1200 pezzi in totale donati al museo israeliano dieci anni fa da un’organizazzione che si occupava del recupero di ciò che i nazisti avevano sottratto alle famiglie ebree. Il museo espone anche le inquietanti fotografie scattate dopo la guerra, che ritraggono magazzini stracolmi di dipinti, sculture e rotoli della Torah rubati dai nazisti.

Un terminale connesso al database dell’arte rubata permette ai visitatori di cercare e riconoscere i pezzi che li riguardano direttamente.

In particolare, i dipinti provenienti dalla Francia hanno tutti una storia triste e curiosa al contempo, alcuni espressamente rubati, altri acquistati legittimamente come Le Bagnanti di Courbet, divenuto di proprietà di Von Ribbentrop dopo una regolare transazione e successivamente ripreso dagli alleati dopo l’esecuzione del gerarca nazista; come il Paesaggio con muro rosa di Matisse, posseduto da Kurt Gerstein, l’ufficiale addetto al trasporto del gas Zyklon B, o ancora, come Le Beveuse, del fiammingo Pieter de Hoock, originariamente di proprietà di Edouard Rotschild, voluto a tutti i costi da Hitler, che aveva in progetto la costruzione di un museo d’arte europea a Linz.

Fino al 20 giugno.

Il museo di Israele mette a disposizione il database online delle opere d’arte e degli oggetti rubati all’indirizzo: Israel Museum Jerusalem,