di Pietro Baragiola
La moneta, un siclo del peso di circa 11 grammi, è stata coniata nell’antica città di Salamina intorno alla metà del V secolo a.C., quando l’isola faceva parte dell’impero persiano. La moneta rappresenta una scoperta eccezionale non solo per essere la prima del suo genere ritrovata in Israele, ma anche per il suo perfetto stato di conservazione.
Quella che doveva essere una normale ricerca di oggetti smarriti si è trasformata in una scoperta archeologica senza precedenti. Avi Chaprak, vice direttore del Dipartimento Spiagge del Comune di Ashdod, ha rinvenuto una moneta risalente a circa 2.500 anni fa mentre perlustrava la sua solita area alla ricerca di gioielli e altri effetti personali perduti dai bagnanti.
Il reperto è stato immediatamente consegnato alla Israel Antiquities Authority (IAA), che, dopo ulteriori accertamenti, ha stabilito che si tratta del primo esemplare di questo tipo mai rinvenuto in Israele.
La moneta, un siclo del peso di circa 11 grammi, è stata coniata nell’antica città di Salamina intorno alla metà del V secolo a.C., quando l’isola faceva parte dell’impero persiano.
“Per me era chiaro che appartenesse al patrimonio di tutti” ha raccontato Chaprak al sito Algemeiner, dopo essere stato premiato dall’IAA con un attestato di riconoscimento per il suo ritrovamento. “Se ho contribuito anche solo in minima parte alla ricerca e alla storia della Terra d’Israele lo considero un grande onore.”
Il primo siclo rinvenuto in Israele
Secondo gli esperti, la moneta rappresenta una scoperta eccezionale non solo per essere la prima del suo genere ritrovata in Israele, ma anche per il suo perfetto stato di conservazione.
“A prima vista sembrava realizzata interamente in argento, ma un’analisi più approfondita ha rivelato che è composta da un altro tipo di metallo rivestito da un sottile strato d’argento, una caratteristica già nota nella monetazione cipriota dell’epoca a causa della scarsità di questo materiale sull’isola” ha spiegato Yaniv David Levy, ricercatore e curatore del Dipartimento Numismatico della IAA, durante la sua intervista rilasciata al Times of Israel.
Su un lato della moneta è raffigurato un ariete sdraiato, mentre sull’altro compare la testa dell’animale, accompagnata da un ramo d’alloro e da tre simboli appartenenti probabilmente all’antico sillabario cipriota.
Gli studiosi sottolineano che monete di questo valore, provenienti dall’epoca persiana, sono estremamente rare e perché, nella maggior parte dei casi, venivano tagliate in frammenti più piccoli per essere utilizzate negli scambi commerciali quotidiani, rendendo così molto insolito il ritrovamento di un esemplare completo.
Nuove informazioni sui rapporti tra Cipro e Terra d’Israele
Oltre al valore numismatico, questa scoperta potrebbe contribuire a ricostruire le relazioni economiche nel Mediterraneo orientale durante il periodo persiano.
“Le monete di Salamina circolavano ampiamente nel Mediterraneo orientale, ma ritrovamenti con un luogo di provenienza documentato sono molto più rari” ha aggiunto Evangeline Markou, esperta di monetazione cipriota presso la National Hellenic Research Foundation di Atene. “Questo esemplare può quindi fornire informazioni significative sui rapporti commerciali e sugli spostamenti tra Cipro e la Terra d’Israele nel V secolo avanti Cristo.”
Secondo Levy il valore della scoperta è stato anche accresciuto dalla tempestiva segnalazione alle autorità e il ministro israeliano per il Patrimonio, Amihai Eliyahu, ha definito il reperto “una testimonianza concreta dei rapporti commerciali e marittimi che univano la Terra d’Israele e Cipro” sottolineando come la collaborazione dei cittadini sia fondamentale per preservare i tesori archeologici del Paese.
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