Gli ebrei di Salonicco – Storia del salvataggio di 350 ebrei ita

Spettacolo

Allestita al Museo Ebraico di Bologna in occasione della VIII Giornata della Memoria, la mostra storico-documentaria Ebrei di Salonicco 1492/1948 – La diplomazia italiana e l’opera di rimpatrio narra principalmente la straordinaria storia del salvataggio di 350 ebrei italiani, avvenuto a Salonicco nel 1943 per merito dei Consoli italiani Guelfo Zamboni, ora iscritto nell’elenco dei “Giusti tra le nazioni”, e Giuseppe Castruccio.

Con l’avvento della II guerra mondiale, epoca in cui in Grecia vivevano circa 80mila ebrei, l’Italia fascista dichiara guerra alla Grecia, ma nel maggio 1941, dopo l’intervento tedesco, Salonicco si arrende alla Germania nazista e la Grecia viene divisa in tre aree occupate dalla Germania, dall’Italia e dalla Bulgaria.

Sebbene, a causa della crisi economica, nell’area controllata dall’Italia l’antisemitismo passi in secondo piano, nella zona tedesca, al contrario, costitusce uno dei punti principali della politica di occupazione, e si materializza con l’eliminazione totale della più grande comunità ebraica presente in Grecia, situata nella città di Salonicco.

Infatti, tra il 15 marzo e il 10 agosto del 1943, i tedeschi deportano ad Auschwitz-Birkenau, con crudeltà e violenza, quasi tutta la popolazione ebraica di Salonicco.

A questo punto si inserisce l’azione diplomatica del Consolato Generale italiano nelle persone di Guelfo Zamboni e, successivametne, di Giuseppe Castruccio.
In accordo con il Ministero degli Esteri di Roma, il Console riesce a riconoscere ed estendere la cittadinanza provvisoria aumentando il numero dei rimpatriati fino a 350, avvalendosi della collaborazione del Capitano Lucillo Merci, ufficiale di collegamento con le forze tedesche e interprete presso il Consolato italiano, autore inoltre di un dettagliato diario custodito nell’archivio di Yad Vashem.

Nel luglio 1943, Giuseppe Castruccio, successore di Guelfo Zamboni, completa questa coraggiosa opera di rimpatrio organizzando la tradotta che da Salonicco consente la fuga degli ebrei italiani verso Atene, sottraendoli ad Auschwitz.

Il percorso espositivo del MEB illustra questo importante episodio, preceduto da una visione storica della presenza ebraica a Salonicco, città che per secoli si distinse per la straordinario policromia etnica, culturale e linguistica. Centro strategico dell’Impero Ottomano, annessa alla Grecia nel 1912, la città aveva conservato la propria impronta cosmopolita con una persistente maggioranza di popolazione ebraica, incrementatasi dopo il 1492 a causa dell’espulsione degli ebrei sefarditi dalla penisola iberica.

L’ebraismo di Salonicco registra per tutto il XVII secolo una continua crescita demografica, culturale, economica e industriale, tanto che la città era conosciuta anche come la Gerusalemme dei Balcani. Un’eccezionale realtà che venne letteralmente cancellata, qui come altre città europee, dalla seconda guerra mondiale e dal nazismo.


Museo Ebraico di Bologna, via Valdonica, 1/5
www.museoebraicobo.it

Fino al 2 marzo 2008

Ebrei di Salonicco 1492-1943

La diplomazia italiana e l’opera di rimpatrio
A cura di Franco Bonilauri, Vincenza Maugeri, Giacomo Saban

Orari: da domenica a giovedì, dalle 10 alle 18; venerdì dalle 10 alle 16; chiuso il sabato e festività ebraiche.

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