Saburo Nei salvò molti ebrei durante il nazismo

Salvò molti ebrei in fuga dal nazismo: la storia del console giapponese in Urss Saburo Nei

di Ilaria Ester Ramazzotti
Salvò dalle persecuzioni naziste numerosi ebrei rilasciando di sua iniziativa dei visti che il governo non avrebbe concesso, ma utili a passare il confine sovietico per andare in Giappone. Il diplomatico Saburo Nei (1902-1992) potrebbe così diventare il prossimo Schindler del Sol Levante, aggiungendo la sua storia a quella già nota di Chiune Sugihara (1900-1986), un altro diplomatico giapponese che salvò 6 mila ebrei provenienti dalla Lituania aiutandoli a entrare nello stato nipponico. Ne ha parlato lo scorso maggio il quotidiano giapponese in lingua inglese The Mainichi. La notizia è riportata anche dal Jerusalem Post.

Saburo Nei, console generale ad interim del Giappone a Vladivostok, nell’allora Unione Sovietica, emise visti di transito per ebrei che, in fuga dalla Germania nazista, attraversarono il Giappone. Lo dimostra una ricerca congiunta guidata da Yakov Zinberg presso l’Università di Kokushikan di Tokyo, che studiando dei documenti del 1941 custoditi negli archivi del ministero degli Affari Esteri in Russia ha provato che Saburo Nei rilasciò un certo numero di documenti di transito senza il permesso di Tokyo. Uno di questi visti è stato di recente ritrovato da una ricercatrice giapponese, riconfermando i risultati della ricerca universitaria. Vediamo come, più nel dettaglio.

Akira Kitade, scrittrice freelance di 76 anni residente a Tokyo, autrice di pubblicazioni su rifugiati ebrei, aveva riscontrato nelle sue ricerche che un certo Simon Korentajer, un ebreo polacco, transitò per il Giappone con la sua famiglia grazie a uno dei visti emessi da Nei. Riuscendo a rintracciare e contattare un nipote di questo Simon Korentajer, Kim Hydorn residente negli Stati Uniti, si è fatta spedire delle foto dello storico documento di viaggio. Il visto fu rilasciato ai Korentajer il 28 febbraio 1941 e consentì loro di raggiungere i porti di Tsuruga, nella provincia di Fukui sul Mar del Giappone, e Yokohama, nella provincia di Kanagawa a sud di Tokyo. Sulla carta sono ancora leggibili la firma di Saburo Nei e il timbro ufficiale di Vladivostok.

La famiglia Korentajer, fuggita da Varsavia nel 1939, arrivò a san Francisco nel 1947. Nel 1941, passando dalla Lituania, riuscì a raggiungere Mosca, dove l’ambasciata degli Stati Uniti respinse la richiesta di un visto d’ingresso. Lungo la Transiberiana attraverso l’Unione Sovietica, la famiglia giunse allora a Vladivostok. All’avventuroso viaggio non mancò il passaggio da Shanghai e dalla Cina.

Sembra che Saburo Nei, neppure dopo la guerra, abbia mai raccontato di aver emesso visti non autorizzati. Il professor Yakov Zinberg, in seguito al ritrovamento del documento di viaggio rilasciato alla famiglia Korentajer, ha dichiarato: “Il visto che è stato trovato adesso è un documento importante a sostegno dei documenti scritti ritrovati sul versante sovietico”.

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