L’Ulisse di Omero ora parla ladino

Proviamo a pensare ai versi di Omero, quelli dell’Odissea di Ulisse su cui tutti ci siamo chinati negli anni del liceo; proviamo a pensarli non in greco antico, ma in una lingua ormai quasi scomparsa come il ladino e avremo una delle vette della letteratura degli ultimi 500 anni.

Dopo quattro anni di sforzi, un israeliano originario di Salonicco, Moshe Ha-Elyion (87), ha completato la traduzione della Odissea di Omero in dialetto ebraico-ladino (Judezmo): un derivato dal castigliano del XV secolo diffuso un tempo fra gli ebrei dei Paesi balcanici e ormai pressoche’ scomparso.

Un critico letterario, Avner Peretz, ha detto a Haaretz che la impresa di Ha-Elyion rappresenta ”una delle vette di 500 anni di storia” di questo dialetto e il suo lavoro va ad accostarsi alla traduzione in ebraico-ladino della Bibbia, portata a termine nel XIX secolo.

Il giornale nota che lo stesso Ha-Elyon sembra un moderno Ulisse: sopravvisse a 21 mesi di reclusione nel campo di sterminio di Auschwitz grazie ai bocconi gli passava un internato cristiano in cambio di lezioni di greco. Dopo la guerra mondiale Moshe cerco’ di raggiungere la Palestina (allora sotto Mandato) ma fu imprigionato dagli inglesi. Fu poi ferito nella guerra di indipendenza israeliana (1948-49) per intraprendere infine una brillante carriera militare. Adesso

Ha-Elyion passera’ alla traduzione dell’Iliade, pur sapendo che ben pochi la prenderanno mai in mano.

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