Gli archivi della comunità di Salonicco tornano alla luce

Il prestigio della Comunità ebraica di Salonicco e delle Comunità greche, sterminate nella Shoah, “rivive” nel ritrovamento degli  archivi,  rimasti in possesso delle autorità russe per quasi 80 anni , oggi restituiti.

di Roberto Zadik  

La Comunità ebraica di Salonicco ha rappresentato un “faro” non solo dell’ebraismo ellenico, distribuito anche in realtà come Corfù, Rodi o Iannina, ma  in un orizzonte molto più vasto, passando alla storia per grandi rabbini come Rav Shlomo Alkabez, autore del celebre inno sabbatico Lecha Dodi, oltre che per la sua vitalità  culturale, religiosa e economica.

In poco tempo la ferocia nazista distrusse non solo gran parte della Comunità di Salonicco ma circa l’80 per cento degli ebrei greci, avviando dal 1943 persecuzioni efferate e deportazioni in massa verso Auschwitz, in cui la maggioranza dei suoi membri venne sterminata.

Ma ora, a quasi 77 anni dalla fine della Shoah, secondo il sito Jewish Telegraphic Agency e l’interessante articolo uscito il 18 dicembre e firmato da Daniel Klein, il Dipartimento Centrale delle Comunità ebraiche greche ha annunciato, in seguito a una lunga trattativa con la Russia, la restituzione di un importante archivio trafugato dai nazisti e poi passato nelle mani dell’Armata Rossa, che racconta la vibrante quotidianità delle Comunità ebraiche greche e specialmente della Comunità ebraica di Salonicco.

La decisione di cedere i documenti sarebbe partita dal presidente Vladimir Putin; per decenni le autorità russe avevano conservato l’archivio, dopo essersene impossessate il 23 aprile 1945, quando l’esercito sovietico occupò la città.

Soddisfatto per la riconquista di questo prezioso materiale, il Dipartimento ha annunciato in un comunicato “la nostra storia torna a casa, con immensa emozione gli ebrei greci accolgono la decisione del presidente Putin di restituire gli archivi alle nostre comunità”. Ma qual è il contenuto di questi archivi? Stando alle prime informazioni, il materiale include libri e oggetti religiosi provenienti dalle trenta sinagoghe, librerie e istituzioni comunitarie che c’erano a Salonicco.

Una realtà antica e intensa, popolata in maggioranza da ebrei sefarditi scacciati dalla Spagna nel 1492 ma anche da piccole comunità romaniote, provenienti sia dalla Grecia sia dalla Turchia. Un tessuto socioculturale affascinante e tutto da scoprire in questa serie di archivi che, come ha sottolineato il Dipartimento, “per gli ebrei greci rivelano la loro storia rimasta sepolta nella tenebra della Shoah. Questa restituzione rende noto il sacrificio dei 60.000 ebrei greci morti nei campi di concentramento e il loro contributo fondamentale nello sviluppo del Paese”.

 

Nella foto in alto: famiglia ebrea di Salonicco nel 1917. (From Wikimedia Commons)

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