Diario di Primo Zevi

Anna e Emma Zevi furono le due uniche ebree di Este deportate e morte ad Auschwitz. Primo fratello di Anna e figlio di Emma è stato l’unico a salvarsi. Di lui è stato trovato un diario, appena dato alle stampe con il titolo: “Diario di Primo Zevi 1904-1943”, Cleup ed., 52 pagine e una ventina di foto inedite. Lo scritto inizia nel marzo del 1922 e viene interrotto il 3 dicembre del ’43, il giorno prima dell’arresto delle due donne. Il libro ha annotazioni di vita quotidiana, parla di lavoro, di amore, ma anche delle fatiche e dell’insopportabile necessità di fuggire a causa le leggi razziali. Primo scappa a Venezia, dove apre un bar assieme alla moglie Paolina. C’è infine la fuga e la clandestinità a Monselice. Ricostruzione malinconica di come un ebreo ha vissuto e subito le leggi razziali tra piazza Maggiore e i campielli veneziani.

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