Dan John: un progetto “familiare” e un’azienda che unisce al management la valorizzazione delle persone e dei talenti

di Anna Coen

La storia della Dan John: come e quando nasce il vostro marchio?
Dan John nasce nel 2015, per iniziativa di Daniele Raccah, e Giovanni Della Rocca. Due imprenditori con background molto diversi tra loro: un giovane pieno di idee e di energia da una parte, Giovanni Della Rocca, e un imprenditore con alle spalle quasi 50 anni di esperienza nel settore tessile, Daniele Raccah.
Un’azienda che nasce come un progetto “familiare”, ma che, sin da subito, denota una forte impostazione manageriale, con una suddivisione dei compiti fondata sulle reali competenze delle persone e dove chiunque può crescere e trovare grandi soddisfazioni professionali. Dall’altro lato, però, l’impronta famigliare si nota in una gestione del personale molto “umanizzata”, che punta ad ascoltare e valorizzare ogni talento, offrendogli gli strumenti e le opportunità che merita e sostenendone il percorso. Proprio come in una grande famiglia.

Qual è il vostro target preferenziale?
Dan John nasce per dare risposta ai bisogni di un pubblico vastissimo, uomini dai 18 agli 80 anni. Chi sceglie gli abiti Dan John è un uomo che tiene al proprio aspetto, vuole avere uno stile attuale, senza lasciarsi influenzare troppo dalle mode passeggere, mantenendo sempre un gusto personale in ciò che indossa.

Quali sono i punti di forza della vostra produzione?
I prodotti Dan John sono caratterizzati da uno stile senza tempo, abiti che potremmo definire “di servizio”, tessuti e materiali di alta qualità, attenzione ai particolari e un prezzo competitivo.
Uno stile classico ma con uno “swing” contemporaneo, che lo rende sempre attuale e di tendenza, che trova la sua origine dalla tradizione inglese, per svilupparsi poi secondo l’inconfondibile e raffinato gusto italiano.
Un abbigliamento che risulta sempre alla moda, pur non essendone in alcun modo succube.

Come intendete affrontare la sfida di un mercato molto competitivo?
La nostra formula vincente consiste nel guardare al futuro, creando piani pluriennali (l’improvvisazione difficilmente paga), ma tenere sempre sotto controllo il presente e i cambiamenti. Ascoltare i nuovi bisogni del mercato, studiarne la direzione che prende sono elementi importantissimi che devono andare ad integrare periodicamente la propria strategia.
Ad esempio, nessuno, anni fa, poteva prevedere lo scoppio di una Pandemia e le modifiche dei comportamenti di consumo che questa ha comportato.
Noi abbiamo puntato sull’innovazione, implementando il nostro e-commerce, aprendo ai pagamenti in criptovalute (prima azienda di abbigliamento maschile in Italia a farlo) e alla rateizzazione dei pagamenti in 3 tranches grazie alla collaborazione con Scalapay.
Anche una prossimità al cliente è importante in questo senso, per questo, a differenza di molti competitor che stanno chiudendo i propri negozi, noi ne stiamo aprendo degli altri.

Come è strutturata la vostra distribuzione in Italia e all’estero e quali sono gli obiettivi di crescita?
Possiamo dire che, in concomitanza con la sua nascita, Dan John ha stilato sin da subito un piano di espansione pluriennale che prevedeva una presenza territoriale sempre maggiore in Italia e all’estero. Negli ultimi anni, questo progetto ha avuto una spinta propulsiva proprio sotto le richieste dei nostri clienti, in Italia e all’estero, che a gran voce chiedono l’apertura di nuovi negozi sempre più vicino a loro. Ad oggi siamo presenti in Italia con 95 negozi monomarca, e abbiamo negozi anche in Spagna, Belgio, Malta, Serbia e Montenegro e presto apriremo nuovi store in Gran Bretagna, Emirati Arabi, Croazia, Armenia, Macedonia e in Polonia.
Il nostro obiettivo è quello di arrivare nei prossimi 3 anni a 110 negozi in Italia e 25 negozi all’estero, e prevediamo per il 2021 l’apertura di 20 nuovi punti vendita in Italia e 7 all’estero.

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