Trigano: “Democrazie passive e impotenti, Europa impreparata”

di Ilaria Ester Ramazzotti

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Shmuel Trigano, filosofo, professore di sociologia della politica e presidente dell’Osservatorio sul mondo ebraico

PARIGI – “Le società europee hanno perso la loro vigilanza identitaria. Hollande ha deciso di blindare le frontiere, ma non ci sono frontiere ormai. E ha dichiarato lo stato d’emergenza, ma dov’è lo Stato oggi?” A parlare è Shmuel Trigano, filosofo, professore di sociologia della politica e presidente dell’Osservatorio sul mondo ebraico a Parigi. Nato 67 anni fa in Algeria, ebreo, è anche uno studioso dell’Islam e del fondamentalismo islamico.

L’Espresso online ha raccolto e pubblicato il 15 novembre le sue riflessioni in seguito ai fatti drammatici avvenuti negli ultimi giorni nella capitale francese. Città che per Trigano riveste una forte valenza simbolica perché Parigi “è la cassa di risonanza non solo europea ma mondiale per il mondo arabo-musulmano” anche a causa “della folta comunità presente e dell’antisemitismo che, di conseguenza, si è sviluppato senza che la Francia ne abbia preso coscienza”.

Una coscienza che lo studioso auspica si possa ridestare negli animi così come nelle scelte politiche. “Lo spero ma non ne sono affatto sicuro – dice a L’Espresso -. La crisi è talmente strutturale da rendere la democrazia impotente. Abbiamo voluto assumere una dimensione europea così favorendo il terrorismo di massa perché la dimensione europea affievolisce la vigilanza di ciascun Paese. E la Francia si è trovata impreparata ad affrontare questa terribile minaccia”. Perché, aggiunge, “il problema vero è la passività degli aggrediti”.

Trigano si dichiara particolarmente scettico sull’operato del presidente francese François Hollande sottolineando che: “Nelle prime dichiarazioni dopo la carneficina mi è sembrato un capo di Stato che ha perso totalmente il controllo della situazione. Ha decretato lo stato d’emergenza, il passo che precede lo stato di guerra. Ma dove sono le armate nemiche, dov’è l’esercito avversario? Hanno agito otto terroristi. Bisogna leggere bene la natura della minaccia che non è militare, ma civile. Nel senso che i terroristi arrivano dalla popolazione civile. Uno dei kamikaze aveva 15 anni…”.

Tornando al tema dell’antisemitismo, monitorato dall’Osservatorio sul mondo ebraico da lui stesso fondato a Parigi nel 2000, il professore denuncia l’indifferenza o sottovalutazione seguite agli allarmi di antisemitismo, in crescita in particolare nelle banlieues, lanciati negli anni alle istituzioni. “Quindici anni di solitudine – svela – e solo adesso ci si rende conto che noi ebrei siamo come i canarini nella miniera. Quelli che morendo segnalano la presenza del gas letale per i minatori. Le nostre denunce circa le derive islamiste sono state sottovalutate, chi le lanciava è stato emarginato dalla scena pubblica”.

A proposito delle dinamiche interne alle comunità islamiche in Europa, Trigano dice che il Jihad, la “guerra santa”, non ha di certo influenzato o attratto tutto il mondo musulmano presente in Occidente, ma denuncia l’esistenza di un progetto politico strutturatosi nell’Islam più radicale per avvicinarlo. Lo studioso nota altresì che: “Gli islamisti si muovono con facilità nel milieu musulmano. Non tutti i musulmani si sono arruolati nelle file del fondamentalismo però non vedo risposte forti, pressioni da parte dell’Islam moderato che pare non reagire”.