Torino Spiritualità

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Si è svolta dal 19 al 24 settembre la seconda edizione di Torino Spiritualità. Si tratta della più importante manifestazione italiana dedicata al pensiero e all’esperienza religiosa, particolarmente significativa non solo per il numero e l’autorevolezza dei conferenzieri coinvolti, ma anche per l’ispirazione verso il dialogo delle religioni e la reciproca accettazione.

L’ebraismo, che era già stato partecipante attivo in misura notevole alla prima edizione, quest’anno è stato presente solo a parte della manifestazione, per la sovrapposizione parziale del periodo degli incontri con le festività di Rosh Ha Shanah.
Due i momenti principali di questa presenza oltre alla partecipazione di un gruppo di “giovani leader” israeliani a un “campus” di cinque giorni con coetanei palestinesi, alla ricerca di un dialogo franco e fruttuoso per il futuro.
Sul piano dell’esperienza religiosa e della dimensione artistica della liturgia, il giovane chazan Shmuel Lampronti ha partecipato al “Borgo delle religioni”, una serata di dialogo religioso fra le sette principali fedi presenti a Torino, offrendo con molto successo il canto tradizionale di tre salmi.
Sul piano della riflessione ermeneutica, hanno destato molto interesse le due lezioni di Haim Baharier, dedicate al tema “La coppia è storia dell’uno” (i titoli: “Non farti così piccolo, non sei così grande” e “Trovare qualcuno da ‘sposarsi contro’.”
Particolarmente commovente l’inizio del ciclo, con la cantillazione dei primi versetti di Bereshit eseguita da tre cantori, secondo le differenti tradizioni melodiche italiana, askenazita e sefardita.

Ugo Volli è professore di Semiotica del testo e Sociosemiotica all’Università di Torino, dove è presidente del Corso di laurea specialistico in Comunicazione di Massa e Multimediale. È stato professore presso l’ISTA (International School of Theatre Anthropology) e ha insegnato in prestigiose università internazionali. Fra le sue ultime pubblicazioni: Figure del desiderio (2002),
Semiotica della pubblicità (2005) e Manuale di semiotica (2005).

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