Tel Aviv è una città che ama molto i cani

Dai racconti di Alberto Neri a Tel Aviv, una serata A.M.A.T.A dedicata ai cani

Libri

di Redazione
Israele, i nostri amici a quattro zampe e la loro capacità di entrare in sintonia con noi umani da un punto di vista comportamentale, empatico ed emozionale. Di questo e altro si è parlato lunedì 26 febbraio al Teatro Franco Parenti in occasione della presentazione del libro Trittico del Cane di Alberto Neri, imprenditore, ingegnere elettronico ed editore con  la passione per la scrittura. Le sue storie coprono diversi generi letterari: racconti, poesie, biografie, glossario dialettale, cronache di paese nonché il fantasioso mondo delle favole. Perché, come ama ripetere l’autore, «le storie sono tutte belle, purché siano raccontate bene». Nel suo libro i protagonisti sono uomini e cani, un legame secolare fra le due specie e un sodalizio che dura sin dall’Età della pietra. (Billy Boy Editore, illustrazioni Maria Di Stefano; euro 18). Ha letto alcuni brani del libro Lesley Fischer, in arte Reina, giovane artista, videomaker e performer.

Dopo il benvenuto di Anna Sikos, l’introduzione di Jean Blanchaert (rispettivamente Presidente e Vice Presidente A.M.A.T.A – Amici del Museo D’Arte di Tel Aviv) e i saluti istituzionali di Diana De Marchi, Presidente commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, si è parlato dell’impegno di A.M.A.T.A che quest’anno celebra i Settant’anni dalla Fondazione Stato d’Israele con diverse iniziative, finalizzate a promuovere la comprensione e la pace fra i popoli attraverso arte, letteratura e cultura.

La copertina del libro 'Il trittico del cane' di Alberto NeriDi seguito la giornalista Marina Gersony ha dialogato con l’autore prendendo spunto dal libro Trittico del cane, suddiviso in tre racconti-metafora con le storie paradigmatiche di un cane «magistrato», un cane abbandonato e un architetto ebreo; un rapporto tra uomini e cani che la dice lunga sul significato di parole come lealtà, fiducia, tolleranza, abnegazione, sostegno e amore incondizionato. Del resto non si contano gli scrittori e i poeti che nel corso dei secoli hanno dedicato pagine memorabili a questi straordinari animali creando personaggi rimasti nella storia della letteratura alta. Da Michail Bulgakov a Carlo Cassola (citiamo alla rinfusa) a Romain Gary, James Herriot, Jack London, Daniel Pennac, Virginia Woolf, Thomas Mann, Baudelaire, Italo Calvino, Anton Cechov, Esopo, Fedro, John Fante, Rudyard Kipling fino a Curzio Malaparte… Per dirla con Mark Twain, «Il cane è un gentiluomo. È sincero, non mente, non inganna, non tradisce, è generoso, è altruista, ha fiducia».

Durante la presentazione si è anche parlato di Tel Aviv, la città più pet friendly al mondo con il più alto numero di cani pro capite (secondo il Registro Nazionale dei Cani del ministero dell’Agricoltura israeliano, ce ne sono quasi 400mila sul territorio nazionale). In Israele non si contano infatti le iniziative legate al mondo dei quattro zampe: dal Tel Aviv Dog Festival a loro dedicato in città – per l’occasione trasformata in Kelaviv (composto da kelev, cane, e Aviv) – alle associazioni che promuovono una più consapevole coscienza animale, alle ultime invenzioni tecnologiche (collari speciali, guinzagli futuristici) fino ai resort per i pet ai cibi particolari e non solo. (Video del Festival https://www.youtube.com/watch?v=EYGwuKE8GjI).

 

Un cane guida per non vedenti

Si è poi parlato dei cani impiegati in attività socialmente utili, tra cui pastori, guardiani, poliziotti, bagnini, guide per i non vedenti, da soccorso, da valanghe, da terremoti, cerca-persone, fiutatori di tartufi, di droghe e anche i segnalatori di malattie. Israele è stato il primo Paese al mondo ad addestrare cani come guide per le persone affette da Alzheimer e da altre malattie psichiche. Per concludere nel corso della serata si è accennato alle unità cinofile israeliane e dei cani addestrati per la ricerca di armi e munizioni, per fiutare esplosivi nascosti e nel trovare persone in edifici crollati.

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